AL GIOVANNI DA UDINE: Morte a Venezia della coreografa Valentina Turcu

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Si apre con una prima italiana di grande respiro internazionale la nuova stagione di Danza del Giovanni da Udine: mercoledì 28 novembre prossimo, con inizio alle ore 20.45, il teatro accoglierà infatti in prima nazionale il balletto Morte a Venezia della coreografa Valentina Turcu.

La nuova creazione dell’artista croata, una delle più autorevoli e acclamate firme della danza contemporanea internazionale, trae ispirazione dall’omonimo romanzo breve di Thomas Mann di cui riflette la profondità delle emozioni e dei sentimenti. “La solitudine genera l’originalità, la strana e inquietante bellezza, la poesia ma anche il loro contrario: l’abnorme, l’assurdo, l’illecito” scriveva Thomas Mann a proposito di Morte a Venezia e della passione autodistruttiva del maturo Gustav von Aschenbach per il giovane Tadzio. Ed è proprio il tema della solitudine, “la più grande malattia della nostra generazione”, il nucleo centrale della coreografia che vedremo in scena al Teatro Nuovo.

Drammatica interpretazione sulle note struggenti di Gustav Mahler, indimenticabile colonna sonora del film che Luchino Visconti ha tratto dal capolavoro dell’autore tedesco, Morte a Venezia di Valentina Turcu è un viaggio nell’animo umano, nello scintillio pulsante della forza quasi impercettibile di Eros, nelle parole non dette che sono il nucleo fondamentale del romanzo di Mann. Nello studio di elementi contrastanti in movimento quali sono l’eleganza eterea di Tadzio e il tumulto interiore di Gustav von Aschenbach, Turcu crea quello che descrive come “un movimento perpetuo dell’anima” che illumina le sfaccettature dell’odissea emotiva di un artista ormai prossimo alla vecchiaia e di un uomo logorato dalla ricerca della propria realizzazione spirituale nella Bellezza.

Una “tragedia della decadenza” e della solitudine, autentica malattia dei nostri tempi in un mondo fatto di reality show e dominato dall’iperproduzione narcisistica di tweet e selfie, che anziché avvicinarci paradossalmente ci allontanano ancora di più l’uno dall’altro. “Ho avuto il privilegio di poter creare con questi ballerini carismatici dei teatri nazionali di Zagabria e Maribor una bellezza compiuta – spiega la coreografa nelle sue note di regia – che si contrappone alla disumanizzante realtà del mondo moderno”.

Il balletto Morte a Venezia di Valentina Turcu è una coproduzione del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor e del Teatro Nazionale Croato di Zagabria, promossa dal Teatro Stabile Sloveno e sostenuta dalla Regione FVG – legge 38/2001 con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Trieste.

Figlia di danzatori e formatasi come ballerina classica, Valentina Turcu è una delle coreografe più apprezzate della scena internazionale. Dopo gli anni alla scuola di Maurice Béjart a Losanna – del suo grande maestro ha conservato lo stile, che unisce la danza accademica alla contemporanea e cura l’eleganza ed espressività visiva di ogni particolare di scene, costumi e luci – ha firmato oltre 125 tra regie e coreografie per importanti teatri d’opera in tutta Europa ed è stata insignita del Premio Prešeren, il maggior riconoscimento sloveno per meriti artistici. Negli ultimi anni Valentina Turcu ha collaborato con il Teatro di Asburgo in Germania, con il Balletto Nazionale Lettone di Riga, il Teatro dell’Opera Metz Métropole in Francia, il Teatro Nazionale Croato di Spalato, il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, il Festival di Lubiana e il Dubrovnik Summer Festival.

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Direttore di Nordestnews.com ed Incontro

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