
Oggi il pallone rotola greve e disperato tra Torino e Udinese, due anime in pena smarrite nei bassifondi di questo inizio di campionato, due vecchie signore del pallone che si guardano in cagnesco come gatti randagi davanti a una ciotola vuota. I friulani si presentano all’appuntamento senza mezza squadra, orfani di quel pezzo da novanta che risponde al nome di Devis e senza la fantasia sghemba di Zaniolo, costretti a inventarsi un attacco di fortuna puntando tutto sui trequartisti mentre il grammofono della manovra gira lento e malinconico. Per mezz’ora buona la contesa è un affare da sagrestani della mediana, una melina di centrocampo dove la truppa di Udine tiene il pallino in mano ma mastica amaro, tessendo una ragnatela sterile che non punge mai davvero il blocco granata, con un Chakvetadze pimpante e ispirato a illuminare la scena, contrapposto a un Gomez rivedibile e spaesato in un abito fuori misura che non è il suo. Il Toro difende l’osso e aspetta il momento buono, ma il copione di questa Udinese ha una fissa per il tramonto della prima frazione, un vizio antico che la vede spesso colpire o affondare nei minuti di recupero, ed ecco infatti che rispunta lui, il monumentale Ekkelenkamp, uno che non molla un centimetro di campo e timbra il cartellino col gol del pareggio, il terzo in questo campionato che sa tanto di boccata d’ossigeno per polmoni bruciati. La ripresa scorre via tra sbadigli e legnate finché Okoye decide di ravvivare la gara con una fiammata di puro terrore prima regalando un pallone sanguinoso che i padroni di casa non riescono a sfruttare, e poi replicando la frittata con un disastro che demolisce Bertola e spiana la strada al vantaggio granata, un cioccolatino che i torinesi scartano avidamente. Al al minuto settantadue il cronometro si sveglia e la panchina friulana manda nella mischia Alaba titolato campione europeo ed il compagno di merende Jovanovic, un giovanotto svelto che al pallone dà rigorosamente del tu, ma deve ancora capire la serie A. La partita si spegne lentamente come tutti gli entusiasmi bianconeri di inizio campionato, 4 gare perse di fila di cui 2 con regali degni di babbo natale


