
Dunque siamo ancora fermi al palo.
Alla vigilia del confronto con il Parma e nel dopo Milan, la nostra Udinese non dà segni di risveglio.
La vitalità delle prime due giornate era dunque un fuoco di paglia o qualcosa è veramente cambiato all’interno del gruppo?
O addirittura l’Udinese non c’era e solo la combinazione favorevole di incroci casuali ha determinato quei sette punti iniziali?
Le domande sono legittime. Del resto ogni domanda è legittima e non vi sono domande offensive, quanto meno da parte nostra che guardiamo con affetto ma anche con equilibrio alla Società e alla squadra.
Un’altra riflessione che guida il dopo Milan è relativa al mister.
Chi scrive è contrario ad ogni divorzio anche in ambito sportivo.
Ma siccome non è chi scrive che fa la storia né del mondo né delle realtà interne alla nostra esistenza di umani, allora va detto che spesso è necessario lasciare agli eventi scorrere.
Forse questo è uno dj quei momenti in cui si deve aspettare che il tempo dica la sua.
Se il confine tra il possibile e il suo limite stia giungendo non è facile capire.
Certamente il Parma in agguato mercoledì, sarà un banco di prova che appare definitivo.
L’auspicio è il superamento della crisi, che dire se non che i sostenitori si aspettano la svolta.
Lo abbiamo già detto altre volte.
Vito Sutto


