
Non passa turno di campionato dove la conduzione dell’arbitro designato e della sala VAR faccia discutere; soprattutto quando i riflettori sono puntati sulle Big e quando i risultati possono cambiare le posizioni ai vertici. La cosa non giustifica comunque che le decisioni sbagliate possano incidere, rovinare o falsare tutti gli incontri e la relativa classifica finale. Facendo un passo indietro, prima dell’introduzione della tecnologia in campo, il perno degli incontri era: la ‘terna arbitrale’ (letta alla Fantozzi!).Nel bene o nel male conducevano gli incontri senza intromissioni tecnologiche;stava al buon Biscardi, con ‘Processo del Lunedì’, o al sempre esuberante Maurizio Mosca, dedicare degli approfondimenti alla moviola, creando degli accesi dibattiti post-partita. Trasmissioni storiche che passavano ore a vivisezionare i replay. Gli arbitri venivano “processati” per errori che avrebbero potuto correggere in 10 secondi se avessero avuto un monitor. Chiamato in causa era poi il Giudice Sportivo che poteva essere usato postumo per sputi, testate e simulazioni clamorose (e qui si aprirebbe un’ altro vaso di pandora!)Il paradosso era che potevi essere squalificato per 3 giornate il martedì, ma la domenica avevi comunque segnato un gol irregolare che era rimasto valido, falsando il risultato della partita. Opinione personale è che non avendo intromissioni e aiuti di nessun tipo, il livello e l’attenzione dei direttori di gara era nettamente superiore, Collina docet.Nel 2015 La Goal-Line Technology, fu la prima vera tecnologia a entrare in campo seguita dal VAR introdotto ufficialmente in Serie A nella stagione 2017/2018, e possiamo dire che il calcio non è stato più lo stesso. Casi risolti felicemente e decisioni controverse: il punto è l’applicazione delle regole, che decisamente vanno riviste e la sottile linea di confine e di competenze arbitro / sala VAR.Il malcontento dei tifosi, delle società e dei protagonisti è evidente. Confidiamo tutti in modifiche adeguate, semplificate, senza fronzoli e appigli al fine di garantire gare il più possibile eque per tutti. Il VAR deve essere un alleato e gli arbitri devono intervenire con fermezza. Come monito suggerito dal Presidente della Repubblica, basterebbe un po’ di “rispetto vicendevole”, anche in questo caso, per risolvere molte controversie. io resto ottimista.
Verena Marchesan
