
Doveva essere la partita della svolta, e invece si è trasformata in una débâcle.
UDINE – Nessuno si aspettava una domenica come quella di ieri. È inutile fare la cronaca dettagliata dell’incontro: è sotto gli occhi di tutti. Non voglio togliere merito al Lecce, che ha condotto il match dal primo all’ultimo minuto e che, ad essere sinceri, porta a casa una vittoria il cui punteggio poteva essere persino più pesante.
Quello che ha fatto davvero male è stato vedere l’atteggiamento dei nostri ragazzi: irriconoscibili. Se nelle ultime uscite, pur non raccogliendo i tre punti, il gioco e l’identità si erano comunque intravisti, ieri è stato buio totale. Fa male perché siamo consapevoli dei mezzi di questa squadra; vederla così, incapace di reagire contro un avversario assolutamente alla nostra portata lascia parecchia amarezza.
La fragilità sulle palle inattive, i duelli individuali persi quasi tutti, la sensazione costante di dover rincorrere l’avversario. I punti fermi su cui la squadra aveva costruito le sue certezze sono stati completamente stravolti. Persino i nostri elementi di maggior qualità sono apparsi annientati.
Ciò che ha fatto ancora più male, però, sono stati i fischi dello stadio e la visione della Curva Nord che iniziava a svuotarsi prima del fischio finale. Certo, la rabbia del pubblico è ampiamente giustificata dopo 5 KO consecutivi. Ma l’Udinese ha sempre dimostrato di avere la forza di rialzarsi nei momenti bui, e lo ha fatto grazie al sostegno viscerale della sua gente. Oggi quella rabbia deve trasformarsi in benzina al fianco della squadra, non in rassegnazione o condanna.
La posizione del Mister è inevitabilmente in bilico, sebbene nel post-partita sia stato molto autocritico e obiettivo. Ora la palla passa alla società: servono presenza, chiarezza nelle scelte e reale vicinanza a una tifoseria inevitabilmente delusa e amareggiata. (N.d.A. : al momento sembra che la società riconfermi il Mister)
Personalmente continuo a credere in questo gruppo per quello che ha saputo dimostrare e per come ha sempre saputo rialzarsi. Allo stesso modo, resto a sostegno di Kosta Runjaic: in questo percorso ha saputo far crescere la squadra tassello dopo tassello, conquistando il miglior risultato degli ultimi 13 anni (stagione 2025/26 – 50 punti in classifica finale) e cercando sempre di mettere in campo la formazione migliore. Scelte discutibili? Sì, ma si sa che in Italia siamo tutti allenatori e contestare la panchina è lo sport nazionale dopo il calcio giocato.
Il calendario, intanto, non aiuta: domenica a Udine arriva il Milan. Nessuno pretende miracoli, ma questi ragazzi hanno già dimostrato in passato di saper stupire proprio contro le grandi.
Incrociamo le dita. Sempre e solo forza Udinese!


