
Il paradosso della sosta. Riprende con il sesto turno di Serie A, finalmente, il campionato. La pausa per le nazionali, però, non è sinonimo di riposo per i club. Nelle nostre squadre si registra un conteggio impressionante di 207 convocati tra Nazionali maggiori e selezioni giovanili. Un dato che può essere visto con senso di orgoglio e che dà la fotografia di un campionato sempre più globale e internazionale, ma che apre a una grande criticità: per i tecnici è impossibile sfruttare realmente la pausa per lavorare con il gruppo al completo.
Le Big sono le più colpite. Il Milan guida la classifica della Serie A con ben 15 giocatori chiamati dalle rispettive selezioni. Segue l’Inter, che registra 12 convocati, e a seguire Atalanta, Juve, Torino, Roma, Napoli e tutte le altre. Gli allenatori avrebbero avuto bisogno di tempo per consolidare la partenza di inizio stagione e i progressi fatti, ma si sono ritrovati invece a dover preparare i prossimi impegni con un gruppo drasticamente ridotto, senza gli elementi convocati che volano in giro per il mondo, e in alcuni casi con le infermerie piene.
Il rientro lampo e la ripresa. Ma non c’è tempo per respirare. Il campionato riparte a ritmi vertiginosi. Sabato occhi puntati su Inter-Parma. Domenica i big match Como-Roma, Sassuolo-Milan e Cagliari-Juventus. Lunedì sera tocca ai nostri ragazzi. Per l’Udinese sono stati nove gli elementi partiti per le rispettive Nazionali.
Mister Runjaić, oltre a fare i conti con questo esodo e con un’infermeria piuttosto affollata, dovrà cercare di trovare la quadra. Quello che ci chiediamo tutti è se la nostra new entry David Alaba sarà della rosa e magari riuscirà a mettere qualche minuto sulle gambe.
La sfida fisica e la gestione della rosa. Non si tratta solo di tattica, ma soprattutto di condizione fisica. I mister possono sì concentrarsi su chi rimane e recuperare — forse — qualche infortunato, ma faranno i conti anche con chi nel frattempo torna affaticato o nuovamente infortunato, vedi il nostro Zaniolo.
Duecentosette convocati in totale per la nostra Serie A: eccola, l’istantanea di un pallone che non si ferma mai. Dal fischio d’inizio in poi, la vera partita per gli allenatori si giocherà sul filo del millimetro. La differenza la farà chi riuscirà a contare i muscoli prima ancora dei punti! Noi, ovviamente, avremo occhi e cuore a Torino lunedì alle 20:45.
Sempre e solo Forza Udinese!
Verena Marchesan


