
Pochi sanno che la mia passione per la scrittura e per il calcio, nasce da ragazzina.
Il mio primo scritto, che non sia stato un tema scolastico, fu proprio su Franco Baresi.
Ero in prima media e lo Juventus Club del mio piccolo Comune, in occasione di qualche anniversario – che sinceramente ora non ricordo, promuove un concorso di scrittura. Più o meno la traccia era : ‘Descrivi chi per te incarna la figura del calciatore leader dentro e fuori dal campo’.
Ai tempi da tifosa milanista – si sono nata milanista e non rinnego assolutamente nulla – frequentavo S. Siro per le partite casalinghe del grande Milan: il Milan del presidente Berlusconi, del trio olandese, il Milan stellare, il Milan che ha vinto tutto.
Così presi coraggio e scelsi come protagonista il mio amato Capitano.
Le premiazioni furono fatte in biblioteca Comunale alla presenza di un’altro mito sportivo, il giornalista Bruno Pizzul.
Scontato dire che non ho vito il concorso, ma sono arrivata seconda.
Il vincitore aveva prodotto uno scritto su Gaetano Scirea, nulla da dire.
I complimenti da Bruno Pizzul per la mia passione e per il mio coraggio di aver scritto, si di un grande campione, ma palesemente di un’altra squadra, che non era la signora bianconera, me li sono presi con grande gioia e soddisfazione.
Porterò sempre nel cuore quel pilastro al centro della difesa che dava sicurezza, con quel braccio alzato monito di attenzione e che richiamava i compagni nella geometria della zona, segno distintivo dei migliori anni rossoneri.
Grazie capitano, sarai per sempre nel cuore di tutti noi.
Verena Marchesan


