
Il producer italiano Marco del Bene aka MKDB – già premiato come best soundtrack al New York Across the Globe Film Festival per la colonna sonora di Not To Forget – tornato il 13 gennaio 2026 con OSAKA I DANCE, un album cantato che segna una svolta netta e consapevole nel suo percorso artistico. Una ballad contemporanea che attraversa il blues, la forma-canzone e la poesia, sostenuta dalla sua riconoscibile cifra elettronica, qui messa al servizio di una scrittura emotiva, politica e profondamente umana, in cui – fin dal respiro della prima traccia – emerge il ritorno a una forma più esposta, fragile e necessaria.Dopo anni di sperimentazione elettronica, performance audiovisive come Borders e tanta musica per il cinema e l’arte, per il 2026 Marco del Bene sceglie il terreno della canzone per affrontare il tema del conflitto, della violenza e delle nuove solitudini globali. OSAKA I DANCE nasce come un disco “leggero” solo in apparenza: 10 tracce sotto la cui superficie melodica si muove una riflessione stratificata sulle deflagrazioni atomiche del presente, sui nazionalismi, sulla tecnologia come promessa e minaccia, sull’incapacità dell’uomo di imparare dalla propria storia.Lo stesso titolo dell’album prende forma da un’immagine disturbante e visionaria: Osaka – oggi città simbolo dell’Expo e del progresso – colpita da una bomba atomica in un’illustrazione curata da MKDB – richiama atmosfere distopiche alla Blade Runner. Un riferimento che diventa metafora di un mondo che corre verso il riarmo e la chiusura, mentre la memoria collettiva – sommersa dai detriti – sembra dissolversi. Da un’unica esplosione, racconta l’album, la materia si frantuma in esistenze isolate: solitudini diffuse, contemporanee, individuali e collettive, unite solo da una fragile consapevolezza comune.Le dieci tracce che compongono OSAKA I DANCE alternano così poesia, spoken word e canzoni, costruendo un percorso coerente dedicato al contemporaneo: nessuna risposta, nessuna soluzione, ma frammenti di umanità, vibrazioni emotive, storie minime che riflettono un disagio condiviso. Tra tutti, il dialogo tra parole e suoni in BLUEBIRD, storica poesia di Charles Bukowski qui musicata, rafforza lo spessore poetico del progetto e ne esplicita la tensione tra intimità e disincanto. La poesia diventa così uno spazio di resistenza, un luogo in cui la fragilità individuale si trasforma in gesto politico.“L’idea di base è stata quella di sviluppare un album di canzoni” spiega Marco del Bene, “dopo tanta musica sperimentale, audiovisiva e elettronica, dedicato a un tema importante ma che riuscisse allo stesso tempo a rimanere leggero. La storia la conosciamo, conosciamo l’atomica in Giappone e malgrado tutto l’universo mondo si sta dirigendo verso politiche di riarmo, nazionalismi, protezionismo considerando tutto quello che è diverso un’aberrazione. Sembra che la storia non ci abbia insegnato nulla, in realtà è l’uomo che non riesce a superare la sua natura. OSAKA I DANCE nasce proprio dalla sensazione di conoscere già la strada ed il risultato di questa escalation. I brani raccontano storie di umanità che, partita da un’unica esplosione, polvere della stessa materia si disgrega in solitudini. La solitudine è ovunque, uniti dall’enlightenment, la solitudine è diffusa in ogni vita, In ogni inizio una fine, in ogni vita una sola anima. Non mi sento appartenente a questo mondo, non riesco a capacitarmi che tutto sia rivolto verso lo scontro, il progetto è rivolto a trascrivere questa sensazione grazie alla musica, la vibrazione”.L’album è anticipato da due singoli in uscita il 27 dicembre 2025: CHAMPIONS OF LONELINESS, accompagnato da una copertina firmata dall’artista Andrea Lelario – una falena simbolo di isolamento, tratta da un’opera oggi conservata nei taccuini delle Gallerie degli Uffizi di Firenze – e LARA’S BIRTHDAY, sostenuto da una fotografia di Marek Dobry. Due brani che introducono con forza i temi centrali del disco: l’educazione alla violenza, la solitudine come destino collettivo, l’illusione della protezione.Il disco firmato interamente da Marco del Bene aka MKDB vede la collaborazione vocale di Sophia DB, nelle parti rap e cantate. Marco del Bene aka MKDB è compositore musicale e performer, socio ACMF Associazione Compositori Musica Da Film. Dal 2016 si occupa prevalentemente di audiovisivo e arte. Premiato nel 2021 con Best Soundtrack al New York Across the Globe Film Festival, per Not to Forget, diretto dal regista e produttore Valerio Zanoli con i cinque premi Oscar Olympia Dukakis, Louis Gossett Jr., Tatum O’Neal, Cloris Leachman e George Chakiris, collabora con diversi artisti contemporanei. Nel 2023 ha ideato e firmato il progetto “Madre” per Intersos, le sue colonne sonore artistiche sono state utilizzate per mostre istituzionali e in gallerie private. Nel 2025 ha dato vita a Borders, una performance di matrice sperimentale e fortemente contemporanea che intreccia sound design, musica per immagini e linguaggio visuale, con partiture originali, nate per il cinema, reinterpretate dal vivo e arricchite dagli interventi visivi dell’artista The Astronaut. Sempre nel 2025 ha firmato la colonna sonora di NYUMBA, film di Francesco del Grosso sull’immigrazione, protagonista di diversi festival internazionali.


