
A poche partite dalla fine della stagione, l’Udinese sembra aver finalmente trovato la sua strada. La partita di ieri ne è la testimonianza: i bianconeri non subiscono più il gioco della “grande” squadra aspettando solo il contropiede, ma accettano il duello a viso aperto, trasformando la gara in una giostra di emozioni.
Le squadre partono equilibrate, ma è l’Udinese a graffiare per prima: già nei minuti iniziali i friulani vanno vicini al gol con un pallone messo in mezzo da Kamara che Gueye, per un soffio, non riesce a impattare. Al 18’ la partita si sblocca: Zaniolo serve Piotrowski con un filtrante perfetto; Motta para la conclusione del polacco ma i bianconeri non mollano. Con il supporto di Solet e Kamara, la palla arriva a Ehizibue, che scarica un tiro potentissimo da fuori area sotto la traversa: vantaggio Udinese! Altre due occasioni consecutive per Atta e Piotrowski chiudono la prima frazione con i friulani meritatamente avanti.
Nella ripresa ci aspetta una scoppiettante carambola di gol. Al 5’ st arriva l’imparabile tiro di Pellegrini, che mette la palla all’incrocio dopo una respinta della difesa su calcio d’angolo. Ma l’Udinese c’è: mantiene il possesso e crea diverse occasioni pericolose. Ehizibue ci prova due volte con l’assist, ma prima Buksa e poi Zaniolo non riescono a trasformare. Al 25’ sale in cattedra Okoye: bellissimo l’intervento su Isaksen, che era entrato da destra in dribbling; la respinta dell’estremo difensore bianconero finisce sulla traversa. Una parata che vale un gol, in tutti i sensi.
Negli ultimi dieci minuti succede di tutto! In una delle poche fiammate offensive dei romani, la Lazio trova il gol del 2-1 con un destro a giro di Pedro dal limite dell’area. I nostri ragazzi, però, non ci stanno. La reazione è attenta e “sul pezzo”: in pochi minuti l’Udinese ribalta tutto grazie a una strepitosa doppietta di Atta. Siamo al 93’ e sembra fatta, ma purtroppo non è finita: una deviazione fortunata permette a Maldini di firmare il pareggio definitivo.
Punto preso o due persi? Per me, punto preso. Sottolineo la combinazione Atta-Zaniolo, che va a consolidare due profili capaci di valorizzare l’aspetto tattico della squadra: hanno funzionato alla grande, non facendo pesare l’assenza di Davis.
I friulani hanno dimostrato che il talento, quando sposa il sacrificio, non teme i palcoscenici importanti. Questa non è stata una vittoria di gol, ma una vittoria di identità. Il lavorare sodo e in silenzio, tipico friulano, ha portato ieri ad uno spettacolo rumoroso ed emozionante. Grazie ragazzi!
Verena Marchesan


