
Il Cittadella ospita l’Albinoleffe dopo la debacle subita al Menti col Vicenza. La società è corsa subito ai ripari col mercato di gennaio e negli ultimi giorni ha rimpinguato la rosa acquisendo in prestito il portiere Saro di proprietà della Cremonese, Ghezzi dal Renate e Diallo proveniente dalle giovanili del Genoa. Ha ceduto De Zen e il secondo portiere Cardinali. In campo oggi fin dall’inizio il nuovo portiere Saro e Ghezzi sulla fascia destra. Granata che scendono in campo con Castelli e Rabbi in avanti e dopo un sussulto iniziale con intervento del’FVS per un rigore che termina col giallo a Rabbi per simulazione, il primo tempo vive pochi sussulti. L’Albinoleffe è messo bene in campo, il Citta è il solito, macina tanto gioco in orizzontale ma non c’è legame tra difesa e centrocampo e attacco, il centrocampo è avulso. Si vive di lanci dalla difesa agli attaccanti e addirittura più volte da parte di Saro che lancia direttamente avendo un discreto piede. Si può dire che i piedi buoni li ha finalmente questo portiere in attesa del rientro di Zanellati. Nel secondo tempo Iori deve dare una scossa inserendo qualcuno che dia più cervello a centrocampo e più qualità davanti dove si è visto solo qualche episodio poco pericoloso.
Secondo tempo con l’inserimento di Falcinelli e Barberis a centrocampo a dare un po’ di fosforo. Si infortuna pure Pavan e Iori deve inventare una difesa inserendo Crialese che si affianca a Redolfi subentrato ad Angeli. La manovra però non è fluida si fa troppa fatica a concretizzare e così al solito il Cittadella 2026 si fa male da solo. Al 80′ su una rimessa a favore D’Alessio incespica ed è l’azione dell’1 a 0 dell’Albinoleffe che nonostante non abbia fatto granché ha tenuto bene il campo compatto e non ha rubato nulla. Il Cittadella torna mesto negli spogliatoi coi Rabaltai che gridano “meritiamo di più” e Marchetti a urlare più determinazione e rabbia cosa che non va di moda nelle ultime uscite. La squadra c’è anche se falcidiata dai molti infortuni però alla 24 ma di campionato non si può ancora cercare una propria identità, dopo la scoppola di Vicenza serviva un segnale che non c’è stato.


