
Prosegue la tournée regionale di Ti ho sposato per allegria, la commedia di Natalia Ginzburg diretta da Emilio Russo e interpretata da Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli, Lucia Vasini, Claudia Donadoni e Viola Lucio.La tappa di Cividale ha fatto molto sorridere i pubblico ducale,abituato a spettacoli di livello e ancora una volta deliziato da un cast eccellente che ha fatto ridere e pensare.Se sposi per allegria, ricordati che devi fare i conti con la suocera, sembra dirci Natalia Ginzburg in questo testo riadattato da Emilio Russo.La storia ci rimanda ad un matrimonio che nasce veloce come un fulmine ,ma il sottofondo di questo marito non è una fiamma d’amore improvvisa, ma piuttosto una corrente di allegria e positività che lo induce a scegliere la sposa,donna carica di rimpianti e di antichi ricordi dolorosi-Ma al di la’ di un amore frantumato in precedenza , e di un aborto, di inconfessabili racconti comunicati solamente alla domestica, al di là dei soldi di lui, forse un ‘ occasione , questa donna,Giuliana, si trova un giorno davanti alla suocera , che vive la vita tra la figlia nubile e le sue fissazioni ( ha persino falsificato i documenti per nascondere la vera eta’).E qui comincia la commedia a offrire il suo lato piu’ comico, che come dice Pirandello, rivela il dramma la solitudine e l’incomunicabilità dietro la parvenza di episodi che fanno sorridere.E qui ecco la classe di Ingrassia, figlio d’arte del celeberrimo attore, che con le sue movenze sul palcoscenico offre uno spaccato di vita borghese che è uno studiato copione del perbenismo anni sessanta settanta del secolo scorso. Tutti all’altezza del grande attore comunque gli altri del cast: superlativa l’interpretazione della suocera ,che ride e piange , corre e gesticola come una vecchia signora , fintamente sicura di se’ , ma in realtà fragile e soprattutto certa che oramai quello che ha pensato lei della vita è cosa superata.La rivelazione finale del perche’ di questo matrimonio non stupisce.I due non hanno nulla in comune, rimane l’allegria di lui che è il motivo di fondo.Ci pensi anche la sposaE forse vivrà meglio.
Vito Sutto


