
Suoni di Marca è una bellissima manifestazione che si svolge sulle mura di Treviso ed ospita mercatini etnici street food e la migliore musica indipendente e non. Tra gli ospiti quest’anno Frankie hi nrg, Dito Nella Piaga, Pupo e questa sera sul palco si esibisce il grande Motta. Il cantante pisano ha da poco perso un faro della sua vita ovvero il padre ma è pronto a sfogare tutta la sua energia sulle bacchette che stringe tra le mani. Motta appena esce dal Backstage sembra volersi tuffare in mezzo alla folla accorsa per manifestare tutta la sua energia e voglia di fare musica. Il cantautore più volte dirà che il palco è l’unico posto da cui non vorrebbe mai scendere perché gli dà quel senso di protezione e di fuga dalla realtà. Il tour celebra il decimo anniversario del fortunato album “La fine dei vent’anni” ed infatti scherza dicendo che è pronto per la fine dei trent’anni. La sua crew è ormai collaudata coi suoi fidi musicisti e tecnici che come al solito confezionano uno spettacolo senza sbavature. Come detto Motta è gasatissimo e dà tutto quello che ha in corpo senza risparmiarsi dopo aver fatto cenno e ringraziato per i tanti messaggi ricevuti per questo suo momento di vita particolare, dedica il brano “Mio padre era un comunista” poi a parte qualche ballata, si va giù di rock duro e suoni più che parole che sembrano creare un’ambientazione psichedelica fatta di chitarre percussioni e basso. Anche Motta suona le fidate percussioni, chitarra e tastiera. Sembra voler sprigionare tutto quello che tiene dentro e vuole riversarlo in musica sul palco ed al pubblico arriva forte come solo un live di Motta può dare. Alla fine non manca il tocco di raffinatezza col bis fatto di piano e violoncello in un momento intimista e raffinato come è il compositore che è legato al cinema oltre che per aver sposato la Crescentini per curare colonne sonore di film. Nel finale una chicca, il cantante toscano rivela che a breve uscirà un nuovo album frutto di 4 anni di lavoro certosino e propone un brano che spacca già mandando tutti a casa con questa scarica adrenalinica che Motta a distribuito sulle mura della Marca.


