
La poetica di Madame si conferma una chiave d’interpretazione fondamentale per comprendere a fondo le sfumature di questa generazione. Il pubblico di Udine ha potuto apprezzarlo appieno ieri sera, travolto dall’energia dell’ennesima tappa del suo tour 2026, che segna il grande ritorno della cantautrice a uno show da solista dopo ben tre anni di attesa (nel 2025 aveva infatti accompagnato Marracash come opening act del suo tour). Cantante e autrice dal talento cristallino — porta la sua firma anche La Noia, il brano vincitore di Sanremo 2024 interpretato da Angelina Mango —, la ventiquattrenne trentina ha dimostrato di essere un talento indiscusso sul palco. Lo ha fatto attraverso uno spettacolo che rifiuta con coraggio la facile spettacolarizzazione per concentrarsi sulla forza viscerale e la chiarezza dei propri testi, lasciando ampio spazio ai brani del suo terzo album, Disincanto, uscito lo scorso marzo e nel quale la cantante dimostra di credere fermamente. La scenografia sceglie la via del minimalismo più puro: il palco è completamente spoglio, con soltanto due musicisti posizionati ai lati e un gigantesco lenzuolo bianco a fare da sfondo, su cui scorrono proiezioni di testi e video pensati per illustrare e amplificare il significato dei brani. Al centro di tutto svetta la sua voce, uno strumento il cui scopo primario non è sfoggiare meri virtuosismi tecnici, ma comunicare emozioni pure e senza filtri. La scaletta ha visto una forte presenza delle tracce dell’ultimo disco, sapientemente intervallate dai grandi successi del passato, intonati a memoria da un pubblico meravigliosamente eterogeneo che abbracciava più generazioni.


