
Le pagine straordinarie di poesia musicale di Ravel, nella giornata del Festival che abbiamo seguito raccontano che il pia no forte può essere uno strumento a percussione.
Ce lo ricorda la nota di sala che presenta Ma mere l’Oye di Ravel.
Paesaggi e suoni si intrecciano in un divenire ritmico carico di suggestione fantastica.
Matteo di Bella e Laurence Who dialogano da pianoforte con i percussionisti Fabio De Cecco e Simone Grassi, mentre il vento accarezza I presenti a Villa di Toppo Florio e gli alberi vigilano maestosi sul parco.
Il giardino custode dei suoni amplifica percussioni e sonorità per un crescendo emozionale che si lascia cogliere anche per questa natura generosa che sembra raccontare i grandi e alti alberi di questa Villla meravigliosa sospesa tra terra e cielo a due passi dalla città, silente e narrante suoni e colori.
West Side Story di Leonard Bernstein conferma col suo carattere *ritmico e corporeo” – lo diciamo con le parole della nota di sala – una sorta di traffico convulso che attraversa la vita di strada e il suo impulso vivo e frenetico.
Vito Sutto


