
BASSANO DEL GRAPPA – Non è solo una mostra, è un’immersione in quella luce zenitale che solo il “pittore delle vette” sapeva catturare. Bassano del Grappa si conferma capitale dell’arte ospitando, nelle sale del Museo Civico, un’esposizione dedicata a Giovanni Segantini, figura centrale del Divisionismo italiano e spirito inquieto sospinto costantemente verso l’alto, sia geografico che spirituale.
Tra Realismo e Simbolismo
Il percorso espositivo non si limita a celebrare la perizia tecnica di Segantini, ma scava nell’evoluzione di un uomo che ha saputo trasformare la terra in misticismo. Dalle prime opere di impronta naturalista, legate alla vita contadina e ai ritratti milanesi contagiati dalla scapigliatura, si approda alle grandi tele del periodo alpino.
Qui, la tecnica divisionista — quella scomposizione meticolosa del colore in filamenti giustapposti — diventa lo strumento per rendere l’aria rarefatta dei 2.000 metri. Non si tratta di semplice decorazione: per Segantini, separare i colori significava moltiplicare la luce.
Il cuore della mostra
Il visitatore si trova faccia a faccia con la celebre “poetica degli affetti”. Opere che ritraggono la maternità, il lavoro nei campi e il legame ancestrale tra uomo e animale. Ma è nel rapporto con il paesaggio che la mostra raggiunge il suo apice: le montagne non sono fondali, sono protagoniste vive, vibranti, quasi sacre.
”Voglio la luce e nient’altro che la luce,” scriveva l’artista. E a Bassano, quella luce sembra uscire dalle cornici per invadere i chiostri del museo.
Perché visitarla oggi
In un’epoca di immagini digitali istantanee e piatte, la pittura di Segantini ci costringe a rallentare. La mostra di Bassano ha il pregio di unire rigore scientifico e coinvolgimento emotivo, rendendo omaggio a un artista che, pur morendo giovanissimo tra i ghiacci dello Schafberg, ha lasciato un’eredità cromatica che ancora oggi appare modernissima.
Un appuntamento imperdibile per chi vuole riscoprire le radici di un’arte che ha saputo guardare all’Europa partendo dal silenzio delle valli.


