
Far East Film Festival a Udine, manifestazione numero 28 sempre ricchissima del colore multietnico del vicino – lontano oriente.
Molti giovani in sala, molta attesa, come sempre ripagata da una festa della fotografia e del racconto di un mondo che per nove giorni ogni anno diventa anche un pezzo di casa nostra.
Ogni film è presentato e concluso tra gli applausi, perché questi film rappresentano il meglio della produzione dei vari paesi che rappresentano.
[25/04, 14:58] Sutto Vito: Il primo film che abbiamo visto Hula girls con Lee Sang, giapponese, racconta la storia di un gruppo di danzatrici che hanno risollevato le sorti di una zona mineraria in via di chiusura produttiva.
Il sogno si avvera, una storia autentica degli anni Sessanta.
Il secondo, Under the opera sky, sempre giapponese, ci porta a conoscere la vita di un ex carcerato che cerca con il lavoro onesto di rientrare nel giro civile.
Dopo i due film Iniziali è avvenuta l’inaugurazione ufficiale con le autorità della Regione e della città di Udine.
Una festa che continua. Una manifestazione di alto po’ profilo internazionale.
[25/04, 15:09] Sutto Vito: Ah Girl è stato il film che abbiamo preferito seguire nella seconda giornata del Festival.Singapore la produzione.
Due sorelline figlie di un padre assente in ogni senso, indifferente e prototipo del non amore, si muovono in una città che è estranea alla vita di due bambine, la cui madre si accompagna con un altro uomo per un tratto della sua vita, disordinata. La sua condotta non è meno colpevole di quella del primo marito che rimane indolente con la madre, quasi mantenuto.
Il dramma è quello di un’infanzia pressoché abbandonata che paga un alto prezzo alla incoscienza dell’adulto.
Bravissime le due piccole attrici sul set pronte ad affrontare almeno nella finzione artistica un mondo più grande di loro.


