
Si apre nel segno di un’importante coproduzione europea con Opéra Grand Avignon e SNG Nova Gorica il Piccolo Opera Festival 2026, dedicato al tema della “Libertà”. E il titolo scelto porta dritto nel cuore di questa 19.a edizione con l’opera “Aida libera”, adattamento dal capolavoro di Giuseppe Verdi, che unisce alla musica di questa celebre partitura una visione drammaturgica più intimista ed emotiva, accompagnata da nuove sonorità più vicine all’estetica contemporanea.Una novità scelta per inaugurare una rassegna da sempre internazionale per visione e transfrontaliera per vocazione, realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia con #iosonofriuliveneziagiulia, della Fondazione Friuli e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, dei numerosi Comuni coinvolti in Italia e in Slovenia, con il contributo di importanti partner privati quali AMGA-Gruppo Hera e BCC Venezia Giulia.Lo spettacolo che sarà in scena giovedì 18 giugno alle 21.00 nel Teatro di Verzura del Castello di Spessa a Capriva del Friuli, fulcro dell’attività del Piccolo Opera Festival tra i meravigliosi panorami transfrontalieri del Collio, e il 19 e 20 giugno alle 21.30 nell’Anfiteatro all’aperto del teatro SNG di Nova Gorica è frutto di un nuovo adattamento firmato dal direttore artistico dell’Opera di Avignone, Frédéric Roels, e della rilettura di un giovane musicista francese, Solère, che, pur mantenendo tutte le principali parti cantate dai protagonisti, ne ha rivisto l’orchestrazione per un ensemble di strumenti tradizionali (cornetta e arpa) ed elettronica, tutto eseguito rigorosamente dal vivo.Nel suo intervento Roels ha inteso infatti “liberare” la leggendaria Aida dal suo monumentale fardello di cori e marce trionfali per concentrarsi sulla vicenda umana dei suoi personaggi, che ruota intorno a un triangolo amoroso incandescente: Amneris, donna di potere, animata da un desiderio feroce e da una gelosia devastante; Aida, la schiava straniera combattuta tra il grande amore della sua vita e la fedeltà alla sua terra perduta; e Radamès, eroe diviso tra il suo patriottismo e la passione che lo lega a chi dovrebbe considerare come parte nemica. E al di sopra questi sentimenti già così laceranti, un personaggio unico e potente, L’Uomo dell’ombra, fonde le figure opposte di Ramfis e Amonasro, ovvero da un lato la religione di stato e dall’altro il potere regale e paterno, incarnando la manipolazione, la pressione morale, il peso delle tradizioni e degli interessi superiori che schiacciano gli individui. Protagonisti di questa nuovissima messa in scena, che ha debuttato in Francia lo scorso 29 aprile nel Teatro l’Autre Scène di Vedène, saranno per il Piccolo Opera Festival il soprano russo Alina Tabolina nel ruolo di Aida, il mezzosoprano Sarvenaz Forghani (proveniente dall’Iran, in master a Gorizia nell’Accademia GO! Borderless Opera Lab) in quello della sua antagonista Amneris, il tenore cinese Zi-Zhao Guo nei panni del guerriero Radamès e il baritono giapponese Tamon Inoue a vestire il nuovo ruolo de L’Uomo dell’ombra. Musiche eseguite da Emmanuel Collombert alla cornetta, Mathilde Giraud all’arpa e dallo stesso Solère a curare le parti di live electronics


