
Pierpaolo PASOLINI abbraccio’ la lingua friulana perché volle soprattutto stigmatizzare quella arroganza con la quale il fascismo impose la Lingua Italiana sormontando i diritti delle minoranze.
Ma anche alcuni fatti storici rilevanti dovevano essere sottolineati con questa Lingua :tra questi l’invasione dei turchi del 1499,e per accostamento l’invasione nazista nel corso della seconda guerra mondiale, qu andò accadde che il fuoco dell’odio si scaglio’ indiscriminato, colpendo colpevolmente anche coloro che combattevano dalla stessa parte.
In occasione della ricorrenza del cinquantesimo del terremoto dunque, ha un particolare senso che venga riproposta l’opera I turcs tal Friul, che richiama a due reazioni diverse nei confronti della guerra, da un lato la resistenza, dall’altro il ripiegamento nella preghiera.
Il progetto di ripresentazione del capolavoro pasoliniano si svolge da maggio a settembre ed è stato presentato in Regione a Udine con gli interventi di Riccardo Costantini, Luca Giuliani, Rita Maffei e Mario Anzil.
I Turcs è stato proposto nel 76-anche questo va ricordato – per raccogliere fondi per solidarietà con le popolazioni terremotate.
Ecco i Turcs che scombussolano la vita della nostra regione.
Ecco resistenza e resilienza, la forza o la preghiera, due atteggiamenti che hanno trovato piena espressione in tutte le crisi vissute dalle nostre genti.
Il progetto presentato è firmato Cinemazero, a cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Associazione Teatri Stabil Furlan, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e collaborano molti altri organismi culturali. Patrocinio dell’Università di Udine
Vito Sutto


