
Essere imprenditori significa anche essere consapevoli di una seria programmazione del lavoro che deve essere svolto e allo stesso tempo considerare con grande rispetto il lavoro degli altri , indipendentemente siano nostri familiari o no.
L’imprenditore non si vanta non si gonfia e non invidia. Anche questo potrebbe essere il messaggio che ci viene da:La vôs dal timp.
Un giallo appassionante in cui si parla anche di vino, di enologia e viticoltura, spettacolo che ha debuttato al Teatri Stabil Furlan e che ha visto in scena gli attori Maurizio Fanin e Serena Costalunga, la regia è di Massimo Somaglino.
La storia ci riporta a due fratelli imprenditori che hanno scelto per la loro produzione vinicola due linee di condotta diverse, lui vuole produrre buon vino , salvaguardarne la quantità e la qualità, operare per garantire il meglio sul mercato ma anche per la continuità dell’azienda.
Lei piu’ sbrigativa e pratica vuole vino buono si…ma si deve privilegiare la quantità ,bisogna produrre, il pubblico deve comprare.
Ma lui,il fratello muore e un poliziotto indaga . Che cosa è accaduto? Un delitto? O un incidente? E di che genere?.
Finale a sorpresa che non vi diciamo, ma vi sollecitiamo invece ad una morale:la crescita progressiva lenta ma maturata nelle scelte consapevoli è quella che paga nella vita dell’io , nella vita dell’azienda, nella storia dell’umanità insomma.
Ogni operare deve essere finalizzato anche ad un riscontro, economico e …perche’ no…anche morale, ma il fine ultimo delle cose puo’ essere solo il denaro?
O ci sono altri valori che vanno preservati e custoditi? Questo nostro Friuli-qualcuno si sta chiedendo anche attraverso riflessioni come il teatro e l’arte-quanto è disposto a ripercorrere la via della qualità e del superamento degli isterismi e della fretta determinata dalla legge del fare?
Inoltre si pensi al fatto che non sempre si uccide “con la spada”. Qualche volta si puo’ causare la morte anche con le parole e gli atteggiamenti.
E per finire. Non sempre morire significa lasciare il campo alla malvagità e alla negatività comunque si manifesti.
Perche’ prima o poi la storia rivela sempre le ragioni e i torti.
Pero’ in questo caso è necessario che ci sia un “pulisiot pront a sgarfa’” , ci dice questa opera interamente in lingua friulana. Se non c’e’ indagine diligente la verità non salta fuori e la menzogna diventa strumento della ragione.
Vi abbiamo suggerito alcune riflessioni che auspichiamo abbiano fatto comprendere anche il prezioso lavoro di scavo di Teatri Stabil Furlan, paziente e non quantitativo, continuativo e diligente , che non si arrende quando sembra che la fretta del mondo contemporaneo remi in direzione di un’ osteria che deve solo vendere il vino in una corsa senza tregua che trepida e frettolosa afferma a caratteri cubitali: qui si parla solo inglese!
Come nel tempo del fascismo quando cartelli a caratteri cubitali indicavano nelle osterie: qui si parla solo italiano!
La dittatura della fretta e della produzione oggi sottolinea: qui non abbiamo tempo per imparare il Friulano, per scriverlo per proporlo a teatro-
Contro questa dittatura qualcuno di noi è pronto alla rivolta.
Vito Sutto


