
Tap Factory UK Tour 20 26 ha fatto tappa a Cividale con i suoi rumori metallici, con i suoi suoni che sembrano giungere da una fabbrica in cui il lavoro frenetico, il sudore operaio, la scala, i bidoni, i carrelli,assumono quasi configurazione umana e cantano e ballano come gli attori sul palcoscenico.
La batteria, con i suoi piatti e tamburi quasi si coniuga con il magazzino, con questo grande capannone di idee, di danza e ginnastica.
Il linguaggio incomprensibile si accompagna a gesti e motti, il ballo del tip tap é quasi motivo di fondo, ma non mancano le acrobazie, i salti nel vuoto, gli arrampicamenti. Questo splendido gruppo di artisti acrobati sospende il fiato al pubblico del Ristori per quasi due ore con un ritmo incalzante che non concede pause né respiro.
Il filo conduttore del narrato, accennato ma senza definizioni precise, potrebbe portarci in una fabbrica dove il lavoro impone ritmi e tempi indiscutibili perché la produzione vuole i lavoratori operativi.
Dunque emerge dallo spettacolo una sottile critica a quel lavoro di fabbrica che non concede spazi di umanità.
Però i lavoratori attuano una sorta di rivoluzione con la danza, le acrobazie e la musica, con una percussione a volte ossessiva ma comunque tesa ad esorcizzare i ritmi del lavoro operaio.
Una nostra lettura naturalmente.
Rimane la musica, a salvare la fabbrica, gli operai e probabilmente anche l’esigenza che pone il lavoro con i tributi che ad esso sono dovuti.
Spettacolo superlativo.
L’Ert non smette di proporre eventi teatrali di grande impatto emozionale.
Vito Sutto

