
Dopo Firenze guelfa anche I ghibellini pisani ci danno un piccolo dispiacere.
Dopo un momento di sbandamento e un pieno recupero, caratterizzato dal vantaggio, ecco l’Udinese che non vorresti aspettare, l’Udinese che si siede e attende che scorrano I minuti, una formazione un po’ attendista che ti fa venire in mente la Democrazia Cristiana, quando questo partito era così convinto di vincere le elezioni da concedersi creatività impensabili. E andò bene alla Dc dal 1948 al 1994. Poi tutto cambiò.
All’Udinese e’ andata bene solo per una trentina di minuti, poi ha pagato l’assopimento.
I ghibellini hanno risvegliato i bianconeri prima pareggiando e poi… dato che c’erano… hanno tentato anche un po’ di più.
Il risultato è corretto, nulla da, dire, ma tre punti in questa prima di ritorno, con l’ultima in classifica, sarebbero stati buoni.
Ora possiamo recriminare la traversa colpita e la palla quasi in rete nel finale convulso, ma realisticamente dobbiamo mettere in giusta luce la prestazione della difesa, per una volta ancora non all’altezza e, a conti numerici fatti, la più perforata, dagli avversari e non dal destino.
L’autocritica dei difensori che nelle riflessioni post partita ammettono le loro colpe, cominciano ad essere non più sufficienti.
Bisogna cambiare.
Il gruppo compatto e ordinatamente dirà come. Non saranno necessari processi a questo o a quel giocatore.
Basterà serenità e consapevolezza.
Ora arriva l’Inter.
Con le grandi si arrendono ancora sorprese.
Vito Sutto


