
È notte, quando la notte è più fonda non c’è che da attendere il giorno.
È il giorno nuovo che porterà il sole o la pioggia o le nuvole… non lo sappiamo.
Il mister parla di fiducioso confronto con la società.
I meccanismi interni, quelli che è sempre difficile conoscere, gli equilibri tra gli uomini e le logiche di classifica si mescolano in un improbabile gioco psicologico, in cui Intrecci e inciampi inducono in riletture anche contraddittorie.
Ecco perché giustificare mister Kosta implica rischi profondi per il proseguo del campionato e allo stesso tempo il condannarlo significa accettare le logiche del nuovo che risolve. Spesso il nuovo non risolve, altrettanto spesso impadronirsi della cultura dello status quo non restituisce obiettivi.
La traiettoria della marcia Udinese certamente deve essere corretta.
Non è una scoperta.
La natura emozionale di questo sport costruito su passioni e di intuizioni, deve lasciare il passo alla riflessione e alla attesa di serene competenze e consapevolezze.
In questo senso la parola vada alla Società, detentrice di responsabilità e di strumenti adeguati oltre che dei fondamenti finanziari.
Il pubblico dei tifosi si deve invece stringere attorno all’ambiente operativo senza giacobinismi giustizialisti.
Capri espiatori non servono.
Piu utile ricompattare, rileggere e costruire.
La crisi in definitiva vuole dire accettare la crescita. Mai fu più proprio il titolo pirandelliano – così è se vi pare.
Anche quando non piace.
È qui che siamo tutti d’accordo.
Non ci piace.
Vito Sutto


