
Per la prima volta nella loro storia con l’unica data italiana di questo tour 2026 all’Arena di Verona si esibisce la band Folk Rock dei Lumineers. La serata è stupenda calda ma la platea è accarezzata da una salvifica brezza che risulta piacevole e permette al pubblico di scatenarsi al suono della gran cassa del violino del piano e delle chitarre. Wesley è in serata di grazia e la sua voce graffiante è a tratti commovente. Il pubblico composto da molti americani canta le canzoni ed è in delirio. C’è anche un po’ di Italia grazie al fidato Jeremiah Fraites che ha origini italiane (Torino) il quale si divide tra pianoforte percussioni chitarra, fisarmonica, un musicista a tutto tondo. Ma tutto il gruppo è coinvolto e trascinato anche dall’eleganza della violinista, unica donna sul palco che dona un tocco di gentilezza alla voce graffiante e folk di Schultz. Il tour si intitola Automatic e si basa proprio sul concetto di un’esitenza vissuta quasi in automatico in routine invece questa sera all’Arena c’è magia e sia il pubblico che la band di Denver assapora l’unicità di esibirsi in un anfiteatro romano al pari dell’Arena. Ad un certo punto il delirio quando Shultz e Fraites si dirigono verso un terrazzino dalla parte opposta al palco e camminando per raggiungerlo in mezzo alla gradinate fanno impazzire i fans con un’esibizione intimista piano e voce. Dopo più di due ore la gente dei Lumineers lascia l’Arena con la bellezza negli occhi e nell’anima consapevoli di aver vissuto un’esibizione memorabile e straordinariamente autentica.


