
Questo non è solo il racconto della vita di un batterista: è la memoria di un’Italia in trasformazione, vista dagli occhi di un bambino cresciuto tra le macerie del dopoguerra, i parchi cittadini e i cinema parrocchiali, mentre il suono dei jukebox annunciava una nuova epoca. È la storia di una generazione che credeva nella speranza e nei sogni, che a volte si avverano. Con tenerezza, humour e una sincerità disarmante, Ellade Bandini ripercorre il filo della propria esistenza, dalle prime bacchette strappate ai rami degli alberi fino ai palchi e agli studi di registrazione di tutto il mondo. Un mondo che, almeno in parte, non c’è più, ma che rivive nello sguardo profondamente umano dell’autore, che ricorda a tutti noi la meraviglia del vivere.Dalle sale da ballo della provincia ferrarese alle vette dell’Olimpo musicale nazionale: quella di Ellade Bandini è una carriera leggendaria, condensata nelle pagine di quest’autobiografia definita da Diego De Silva come “un’appassionata dichiarazione d’amore a uno strumento musicale, il diario confidenzialmente pubblico di un artista che ha realizzato l’utopia della costruzione manuale, anzi corporea, del proprio sogno. Perché Ellade Bandini – continua De Silva – è un batterista che ama definirsi senza aggettivi e titoli”. Lo dichiara lo stesso autore nell’introduzione “Mi chiamo Ellade Bandini, ho quasi ottant’anni e non ho lavorato un giorno in vita mia: ho sempre e solo suonato la batteria. Ho fatto quello che sognavo di fare”.A metà volume, si apre anche una bella sezione fotografica: immagini con Fabrizio De André e Francesco Guccini, con Paolo Conte e con l’amico di una vita Ares Tavolazzi, con Mina e con Edoardo Bennato si alternano alle fotografie di famiglia, della madre, del padre, durante il matrimonio della sorella Esperia. D’altronde, affinché un’autobiografia sia tale, i backstage non sono sufficienti: sono necessari gli affetti. Solo così può essere percepita come sincera, spontanea, emotiva. La testimonianza duratura di un’intera esistenza. “Mi sono reso conto della meraviglia del vivere proprio scrivendo queste pagine, riempite senza nessun altro scopo che non fosse il non dimenticare me stesso”. Così, neanche il lettore si dimenticherà di Ellade Bandini.ELLADE BANDINI Ellade Bandini (Ferrara, 1946) è uno dei più importanti batteristi italiani. Autodidatta “per scelta ma soprattutto per pigrizia”, ha affinato il proprio stile nelle sale da ballo e nei night club, prima di diventare uno dei turnisti più richiesti dagli anni Settanta in poi. Ha collaborato con Mina, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Edoardo Bennato, Adriano Celentano, Angelo Branduardi, Carmen Villani, Fabio Concato, Albano, Paolo Conte e molti altri, registrando un numero incalcolabile di dischi. Vorace appassionato di libri e film, ascolta prevalentemente jazz, ama la musica classica e “rispetta il pop di qualità”. Nel frattempo continua a suonare e a sognare.


