
Gita al faro
Un sapore di cose antiche, un paesaggio imprevedibile, il canto del mare.
Ecco il Faro di Bibione.
Ci arrivi da Lignano Riviera con una imbarcazione che attraversa il Tagliamento.
Poi una breve passeggiata a piedi in un viale senza auto mentre una vegetazione lussureggiante pare accompagnarti.
Ed ecco il Faro con il suo carico di storia, di tecnologia e soprattutto di umanità, raccontata nelle sue stanze.
Stanze che documentano la sua esistenza che possiede più di un secolo di memorie.
Racconti di pace e di guerra, racconti di mare che paiono persuaderti che non ti trovi alle foci del Tagliamento ma in un’isola lontana.
Le stanze potrebbero accogliere anche una mostra di artisti della contemporaneità.
In questo periodo ce n’è una, ma molto castigata, bisognerebbe avere coraggio di aprire nuovi spazi in questo stupendo monumento che fu deputato a segnalazioni ai naviganti.
Potrebbe esserci una vera rotazione di autori della contempotaneita’.
Troppo bello.
Le autorità competenti ci pensino.
Il Faro è visitato in questo periodo da molti turisti che provengono da Lignano e Bibione prevalentemente in bici, ma noi siamo arrivati a piedi e a piedi siamo ripartiti pensando alla figura del guardiano del farò, moto realistica e umana ma anche un po’ mitologica, custode delle luci che dicono al mare e a chi lo percorre che il cammino talvolta è lungo ma la destinazione finale ti induce a capire che ne vale la pena.
Vito Sutto