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CENTENARIO DALLA MORTE DI ELLA VON SCHULTZ ADAÏEWSKY

redazione 7 Marzo 2026
Adaiewsky

L’8 marzo al Teatro Bon un concerto-reading dedicato a una grande musicista dimenticata.

CIVIDALE DEL FRIULI – Nel centenario dalla morte di Ella von Schultz Adaïewsky (1846–1926), musicista, etnomusicologa, compositrice e scrittrice, l’Associazione Musicale Sergio Gaggia promuove un articolato percorso di celebrazioni che prende avvio nel mese di marzo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, per culminare l’8 marzo alle ore 18 al Teatro Luigi Bon di Colugna, in collaborazione con il Comune di Resia. In programma un concerto/reading con la partecipazione del gruppo folkloristico della Val Resia, del mezzosoprano francese Victoire Bunel e del pianista Andrea Rucli, con i professori Paola Barzan e Ilario Meandri voci recitanti di un testo scenico.

La scelta della data, in occasione della Giornata internazionale della Donna, sottolinea il valore simbolico della celebrazione di una figura femminile eccezionale ed emancipata, che dovette subire pesantemente, in vita e soprattutto post mortem, il pregiudizio di genere.

IL CENTENARIO – Figura di rilievo internazionale nell’Ottocento, Adaïewsky fu una delle più importanti donne compositrici e pianiste del suo tempo, oltre che studiosa di musicologia e folklore. Un personaggio intellettualmente e artisticamente rilevante, tuttavia quasi scomparso dalle narrazioni ufficiali dopo gli anni Venti del Novecento. Durante le numerose estati friulane trascorse a Tarcento tra il 1882 e il 1911, si dedicò con passione alla scoperta e allo studio della musica popolare della nostra regione, con approfonditi saggi e vasti scritti sulle tradizioni orali della Val Resia e sulla Villotta. La sua ricerca, culminata nel manoscritto Un vojage a Résia, ritrovato nel 2010, ha portato a una clamorosa riscrittura della data di nascita della moderna scienza etnomusicologica. Come scrisse nel 2011 Febo Guizzi, professore all’Università di Torino, “questo manoscritto si propone oggi per ciò che era: niente di meno che un atto fondativo dell’etnomusicologia in generale, capace di anticipare di decenni metodi e atteggiamenti euristici di straordinaria preveggenza”. Lo scritto precede infatti di due decenni le ricerche di Béla Bartók in area ungherese, considerate sino a pochi anni fa il primo approccio moderno allo studio della musica popolare.

Il centenario assume dunque una valenza internazionale, con un rilievo speciale per il Friuli Venezia Giulia. L’Associazione Sergio Gaggia, motore primo del processo di riscoperta della musicista da un oblio pressoché totale, ha avviato negli anni un’intensa attività di recupero e curatela dei suoi manoscritti, prime esecuzioni moderne, incisioni, ricerche d’archivio e pubblicazioni scientifiche.

Da qui la scelta di dar vita a un vero e proprio festival diffuso, realizzato in cooperazione con il Comune di Resia, l’EcoMuseo Val Resia, la Fondazione Levi di Venezia, il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto, la Fondazione Bon, la Mozartina di Paularo e l’Università di Torino, sedi di giornate di studio e concerti nei territori che furono fondamentali nella vita e nella ricerca etnomusicologica della Adaïewsky.

Le prime tappe si svolgeranno a partire dal 5 marzo 2026 alla Fondazione Levi di Venezia, con un pomeriggio di studi sull’attività di animatrice musicale dell’Adaïewsky nella città lagunare e sulle sue ricerche sui Canti dei Batipali, seguito da un concerto finale nella sala del Conservatorio Benedetto Marcello.

Il 6 marzo la classe di etnomusicologia del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto dedicherà una giornata di studi alla ricerca svolta nel Veneto Orientale, con concerto al Teatro Accademico. Il 7 marzo la Fondazione Omizzolo di Padova ospiterà un concerto dedicato alla musicista, mentre l’8 marzo il concerto a Colugna.

Nel corso del 2026, in Friuli e fuori regione, ci saranno altre tappe dedicate alla celebrazione che culmineranno nel capoluogo sabaudo in un concerto/reading organizzato in collaborazione con l’Università di Torino, i cui i docenti di etnomusicologia (il compianto Febo Guizzi prima e Ilario Meandri poi) hanno curato le importanti edizioni edite per la LIM dalla Gaggia. Le iniziative fanno parte del progetto triennale Musica e territorio dell’Associazione Cividalese, sostenuto dalla regione FVG.

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