
Sotto il cielo di Bibione, un quintetto omaggia la filosofia di Franco Battiato tra reinterpretazione e memoria. Il nome del quintetto è Le Meccaniche Celesti Quintet un ensemble musicale pordenonese nato nel 2021 con l’obiettivo di rendere omaggio all’eredità artistica di Franco Battiato. Con all’attivo oltre 50 spettacoli, la formazione si è esibita principalmente nel Nord-Est, estendendo i propri concerti anche in Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.
Il gruppo è composto da:
- Giorgio Dell’Agnese – voce
- Cesare Coletti – chitarre
- Matteo Biason – tastiere
- Alberto Busacca – basso
- Roberto Vignandel – batteria
Più che un semplice tributo musicale, il progetto si configura come un vero e proprio itinerario culturale volto a riscoprire il ricco patrimonio lasciato dal Maestro. L’iniziativa intende valorizzare non solo il Battiato musicista, ma anche la sua figura di studioso e divulgatore, capace di veicolare concetti complessi e di profonda ricerca interiore attraverso l’immediata semplicità della forma canzone. Una notte d’estate si è trasformata in un tempio a cielo aperto per celebrare l’eredità spirituale e musicale di Franco Battiato. L’area parrocchiale della Chiesa di Santa Maria Assunta ha fatto da cornice a un concerto tributo speciale: sul palco, un affiatato ensemble di cinque elementi ha guidato il pubblico in un viaggio profondo, dove la grande musica pop si è intrecciata alla ricerca interiore.
Il concerto non si è limitato a essere una semplice sequenza di ¹successi, ma un vero e proprio percorso divulgativo. Tra un brano e l’altro, i musicisti hanno tratteggiato con cura la complessa filosofia di vita del Maestro siciliano, spiegando come il suo pensiero si sia travasato naturalmente nelle sue opere. Dalla ricerca di un “centro di gravità permanente” alle influenze del misticismo sufismo, fino alla meditazione trascendentale: ogni canzone è stata raccontata come un tassello di un unico grande mosaico esistenziale. Questa profonda visione del mondo, hanno sottolineato i membri del gruppo, non ha plasmato solo i testi, ma ha guidato la stessa struttura musicale di Battiato, capace di far convivere ritmi elettronici, sonorità mediorientali e rigore classico.
L’esecuzione musicale ha saputo trovare un perfetto equilibrio tra fedeltà e innovazione:
I cinque musicisti, hanno conservato la base e l’architettura originale dei brani, ma li hanno riletti con sfumature contemporanee e arrangiamenti personali, donando nuova linfa ai classici senza mai snaturarli.
Il frontman si è inserito nel solco tracciato da Battiato, richiamandone la gestualità solenne, i movimenti misurati e quell’attitudine quasi ieratica, pur senza cadere nella pura parodia ma offrendo un’interpretazione sentita e partecipe.


