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Alla scoperta della Roggia dei Molini: un evento di Cinemazero in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua

Roggia dei Molini, Pordenone, cinemazero, giornata dell'acqua,
redazione 20 Marzo 2024
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Non solo film: tra gli eventi di avvicinamento al Pordenone Docs Fest, il 22 marzo, Giornata mondiale dell’Acqua, Cinemazero
propone una passeggiata alla scoperta della Roggia dei Molini, in compagnia di
Paolo Taiariol, storico locale ed esperto conoscitore delle acque che attraversano la città. L’iscrizione è gratuita, con prenotazione obbligatoria scrivendo a multimedia@cinemazero.it.
In caso di pioggia, l’evento sarà rinviato a data da definirsi. Ritrovo alle 15 presso la fontana dei giardini di Piazza Maestri del Lavoro.

La passeggiata rappresenta, tra l’altro, un’anticipazione del cineconcerto
che concluderà la XVII edizione del festival, domenica 14 aprile a Cinemazero:
“Acqua, porta via tutto”,
con regia di Roland Sejko, musiche di Teho Teardo e testi di
Gian Mario Villalta.

Pordenone, città di fiumi e di rogge, nasce dal legame con le sue acque, che un tempo muovevano magli, molini e fabbriche, fonte di ricchezza, via di comunicazione e scambi
commerciali. Paolo Taiariol, da molti anni impegnato nello studio delle rogge pordenonesi e del loro utilizzo, accompagnerà i partecipanti alla camminata del 22 marzo lungo il tracciato della Roggia dei
Molini, nei tratti in cui emerge e dove è nascosta. Il corso d’acqua
è stato progressivamente intubato a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso e oggi è coperto per tre quarti del percorso. Si chiama così perché un tempo muoveva le ruote di molini per macinare il grano e i sassi e di altri opifici. Le sorgenti della
roggia si trovano a sud dell’Ospedale civile. La prima parte scorre dentro canalizzazioni sotterranee, che attraversano l’area del Centro Studi – dove ha inizio la passeggiata – e i complessi residenziali e commerciali Ottoboni e Ariston. La roggia emerge
di fronte alla Chiesa di San Giorgio, dove riceve l’emissario dell’omonimo laghetto. In seguito, continua intubata fino a Piazza XX settembre, con un unico tratto a cielo aperto, sul retro del ristorante La Catina. Scorre sotto il punto in cui un tempo sorgeva
il Ponte delle Monache, in via Battisti, e in prossimità del castello-carcere emerge per immettersi nel Noncello.

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