
PARMA — Non tutti i pareggi sono noiosi. Quello di ieri al Tardini, per noi friulani, vale quanto una vittoria. Dopo una serie di sconfitte, di punti persi per strada e di regali evitabili, pesanti per tutta la squadra e per tutto l’ambiente, questo punticino muove la classifica e deve essere soprattutto il mattoncino su cui Kosta Runjaic e i ragazzi devono ricostruire la propria identità.
Spezzare la spirale negativa
Il primo obiettivo era interrompere la scia di sconfitte che, nello sport, crea una componente mentale difficile da superare. Ma ieri i nostri ragazzi hanno dimostrato di aver fatto un netto passo avanti. Compattezza e maturità da squadra unita, e tutti noi tiriamo un sospiro di sollievo, ritrovando anche quel prezioso clean sheet a protezione della porta di Okoye.
Gestione del campo
La notizia migliore, però, non sta solo nello zero alla casella dei gol subiti, ma in come è arrivato. Non è stato il classico pareggio strappato con la disperazione e le barricate negli ultimi metri. I friulani hanno tenuto saldamente in mano il gioco (superando il 58% di possesso palla), accorciando costantemente il baricentro e impedendo al Parma di scattare in contropiede negli spazi aperti, vera arma letale dei ducali.
I volti dell’incontro
Un punto pesante in cui diverse individualità hanno brillato in modo particolare. Matteo Palma si riconferma un giovane di immenso talento e personalità, sceso in campo con la sicurezza di un veterano. Insieme ad Abankwah e Kabasele, il reparto sta trovando quella solidità e quella sicurezza necessarie; c’è ancora qualche piccolo margine di disattenzione, ma con questa iniezione di fiducia i presupposti sono ottimi.
Sempre restando in tema di difesa, ecco il vero hero match: Maduka Okoye. Decisivo quando la partita rischiava di pendere dalla parte sbagliata, il portiere ha neutralizzato il calcio di rigore di Adrián Bernabé (concesso in seguito a una sua precedente non perfetta trattenuta della palla, facendosi poi perdonare alla grandissima).
Sul fronte offensivo, l’Udinese ha ritrovato peso e mobilità: il rientro in campo e l’intesa tra Nicolò Zaniolo e Keinan Davis si sono rivelati fondamentali per far salire la squadra, alleggerire la pressione e costringere gli avversari a correre all’indietro.
Uno zero a zero che profuma di ripartenza
Il fischio finale del Tardini riconsegna certezze, compattezza e, soprattutto, la consapevolezza di essere una squadra viva, in netta ripresa sul piano fisico e mentale.
La strada è quella giusta: da questa base di maturità e solidità ritrovata, l’Udinese può (e deve) far ripartire la sua stagione.
Testa a Udinese – Roma in programma sabato 31 ottobre. Sempre e solo forza Udinese!
Verena Marchesan


