
Atmosfera delle grandi occasioni al Bluenergy Stadium per la presentazione dell’ex Real e Bayern. Nani esulta: “Di solito i campioni li vendiamo, stavolta lo abbiamo preso noi”. E David si candida a leader: “Pronto a fare il fratello maggiore”.
UDINE – Non è la solita conferenza stampa di inizio stagione. Niente giovani promesse scovate in qualche angolo remoto del pianeta con l’obiettivo di farle crescere e rivenderle al miglior offerente.
All’Auditorium del Bluenergy Stadium l’aria che si respira è diversa, perché a sedersi al tavolo è un giocatore che la storia del calcio europeo l’ha già scritta. David Alaba è ufficialmente un giocatore dell’Udinese, e l’entusiasmo in casa bianconera è palpabile.
Attorno a lui ci sono il DG Collavino, Gokhan Inler e Gianluca Nani. È proprio Nani a fotografare con una battuta il peso specifico dell’operazione:
«Siamo abituati a cedere i nostri gioielli ai top club. Oggi, invece, il campione lo abbiamo comprato noi. David non viene a Udine a svernare o a chiudere la carriera: viene per vincere. Era un sogno, il mister voleva esperienza in difesa e appena abbiamo visto uno spaglio ci siamo buttati».
Sguardo al futuro
Sorridente, rilassato ma con lo sguardo di chi ha ancora qualcosa da dire, il campione austriaco mette subito in chiaro le cose: il curriculum non scende in campo.
«Ho scelto Udine non per quello che ho fatto ieri, ma per quello che voglio fare domani», racconta Alaba. «Non ho nulla da dimostrare a nessuno, ma sono qui per aprire un nuovo capitolo vincente. Mi avete fatto sentire a casa dal primo minuto e non vedo l’ora di ripagare questo affetto».
A fare da bussola nella sua scelta è stato il progetto tattico dell’allenatore, ma anche i consigli di amici illustri con cui ha condiviso lo spogliatoio in carriera: Modrić, Ribéry, Arnautović. Tutti gli hanno confermato la stessa cosa: la Serie A è un campionato duro, affascinante e tattico. Un motivo in più per accettare questa sfida.
Il ruolo in campo e guida per i giovani
Ma dove giocherà Alaba nell’Udinese? Il classe ’92 non si pone limiti, anche se la rotta è chiara. Negli ultimi anni si è affermato come difensore centrale di livello mondiale ed è lì che si sente più a suo agio, ma la sua storia parla chiaro: nasce mediano ai tempi del Bayern Monaco e all’occorrenza sa fare il terzino. Insomma, un “camaleonte tattico” a completa disposizione del mister.
Oltre ai piedi e alla tattica, però, l’Udinese acquista una dote rara: la leadership. In uno spogliatoio giovanissimo, Alaba è pronto a indossare i panni del mentore. «Fare il “fratello maggiore” non è una novità per me, lo faccio da anni anche in Nazionale. Mi piace prendermi delle responsabilità e aiutare i ragazzi più giovani a crescere». A proposito di nazionale Austriaca: la pausa con la maglia della Nazionale è solo una parentesi concordata con il CT per ambientarsi in Friuli.
“Infrastrutture top. Pronto per lunedì? Mi sento bene”
L’impatto con il pianeta Udinese lo ha sorpreso positivamente. Non solo per il calore della città, ma per la qualità delle strutture: un’organizzazione e un centro sportivo da top club europeo. Ora la parola passa al campo, con i tifosi che sognano e la società che prova a mantenere i piedi per terra («Prima di tutto i 40 punti», frena Nani).
Resta solo un grande interrogativo che si chiedono i tifosi: lo vedremo già in campo lunedì?
Alaba sorride, non si nasconde, ma da professionista lascia la decisione finale allo staff: «Mi sto allenando bene con il gruppo da una settimana, le sensazioni sono ottime e mi sento pronto. Decideremo insieme al mister e ai medici».
Si riparte lunedì, dopo la sosta delle nazionali, tra rientri e infortuni.
Ma con un Alaba in più, il lunedì dell’Udinese ha tutto un’ altro sapore.
Sempre e solo forza Udinese!
Verena Marchesan


