
A Gemona il 1976 diventa una lente sul mondo
GEMONA DEL FRIULI – Non tornare semplicemente a raccontare il terremoto del 1976, ma rimettere quella vicenda dentro il suo tempo e assumere il Friuli come punto di osservazione sul mondo. Nasce da questa idea ConfinSenzaConfini 2026 – Memoria, geopolitica e arte a cinquant’anni dal sisma, l’appuntamento, in collaborazione con ERT Fvg, in programma sabato 3 ottobre, dalle 17.45, al Cinema Teatro Sociale di Gemona del Friuli, con Giuseppe Battiston, Laura Canali e Lucio Caracciolo. Gli interventi musicali saranno affidati a Ivan Boaro dell’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani.
Il terremoto resta il punto di partenza, ma non il limite del racconto. Nel 1976 il sisma colpì una terra di confine nel pieno della Guerra Fredda, e la risposta alla catastrofe assunse fin dai primi giorni una straordinaria dimensione internazionale. La solidarietà attraversò frontiere geografiche, politiche e ideologiche, mentre si mobilitavano anche le comunità italiane nel mondo. Cinquant’anni dopo, quella vicenda offre una prospettiva preziosa per interrogare il diverso rapporto fra territori, Stati e società di fronte alle emergenze e alle crisi.
La prima parte della serata sarà dedicata a Filo dopo filo, la geopoesia realizzata da Laura Canali per il cinquantesimo anniversario e ispirata alla poetica e alle riflessioni di Pierluigi Cappello. L’opera nasce dalla corrispondenza fra la faglia geologica che attraversa queste terre e la “faglia di precarietà” evocata da Cappello in “Questa libertà”. Una ferita interiore e collettiva che Canali traduce in materia, tendendo un filo brillante su una tela di rame e acciaio, nel gesto simbolico di riavvicinare i lembi e ricucire ciò che il trauma ha separato.
A dare voce alle parole di Cappello sarà Giuseppe Battiston, in un incontro che possiede anche il valore di una continuità personale e artistica: Battiston conobbe Cappello e negli anni ha più volte restituito pubblicamente la forza della sua scrittura. L’opera originale di Laura Canali resterà a Gemona e, grazie al service del Rotary Club Friuli Nord – Distretto 2060, sarà donata alla comunità e destinata al Museo Civico di Palazzo Elti.
Alle 19.15 lo sguardo si allargherà dal Friuli alla scena internazionale con Lucio Caracciolo e l’intervento “L’importanza di essere Friuli”. Non un ritorno rituale sul “modello Friuli”, ma una riflessione sulle condizioni storiche, politiche e geopolitiche che resero possibile quella risposta e sulla distanza che separa l’assetto internazionale di allora da quello attuale.
«Il cinquantesimo ci chiede qualcosa di più del ricordo, ci chiede di “rimettere in movimento” la memoria. Il 1976 non è soltanto una data decisiva della nostra storia civile, ma anche un punto di osservazione sul mondo. Il Friuli era una terra di confine dentro un’Europa divisa e, davanti alla catastrofe, vide convergere soccorsi e gesti di solidarietà capaci di attraversare appartenenze politiche e distanze geografiche. Tornare oggi a quella vicenda significa chiederci non solo che cosa siamo stati capaci di fare, ma quali condizioni lo resero possibile e quanto sia cambiato, da allora, il rapporto fra confini, Stati e comunità» afferma la Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Gemona del Friuli, Flavia Virilli, responsabile scientifica del progetto. «C’è poi una faglia più intima – prosegue -, che Pierluigi Cappello ha saputo nominare con una precisione che ci raggiunge con forza. Laura Canali la trasforma in materia e gesto, in un filo che tenta di riavvicinare i lembi di una ferita. Giuseppe Battiston dona a quelle parole la voce di chi Pierluigi lo ha conosciuto. Lucio Caracciolo allarga infine lo sguardo dal Friuli al mondo. È questo il senso di ConfinSenzaConfini: non custodire una memoria immobile, ma farne uno strumento per leggere il presente.»
ConfinSenzaConfini 2026 è organizzato dal Comune di Gemona del Friuli con il fondamentale sostegno dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, di Fantoni S.p.A. e del Rotary Club Friuli Nord – Distretto 2060. «A tutti loro va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale per aver creduto in un progetto che mette in relazione linguaggi diversi e guarda al cinquantesimo non soltanto come a una ricorrenza, ma come a un’occasione di conoscenza.»
Ha collaborato alla serata anche il Gruppo Fotografico Gemonese e La Cineteca del Friuli.
Sabato 3 ottobre 2026 · Cinema Teatro Sociale · Gemona del Friuli · dalle ore 17.45
Info: visitgemona.com
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria
T. 0432 973212 / cultura@comune.gemona.ud.it

