Giovedì 3 settembre Pordenone si è trasformata nel centro nevralgico dell’heavy metal accogliendo, per la prima volta nella storia della regione, un evento di portata epocale come il Gods of Metal con l’esibizione straordinaria dei Judas Priest. Il popolo del rock ha risposto alla chiamata in massa, con un pubblico numerosissimo giunto non solo da ogni parte d’Italia ma anche dall’estero per assistere a un concerto serratissimo e senza pause. Nonostante siano passati ben 50 anni dalla pubblicazione del loro primo album, la leggendaria formazione di Birmingham, che più di ogni altra ha plasmato il suono e l’immaginario estetico del metallo pesante, ha sfoderato un’attitudine devastante sul palco, dimostrando una grinta e una potenza in grado di far impallidire gruppi ben più giovani. Tutti i riflettori erano puntati sullo storico frontman Rob Halford che, alla veneranda età di 75 anni, merita più che mai il soprannome di God of Metal, nato dal famoso brano della band Metal Gods. Halford ha incantato la platea con una prova vocale magistrale, continuando a sfoggiare i suoi iconici acuti e urli al microfono senza mai perdere intonazione o carisma, dominando la scena e trascinando la folla dall’inizio alla fine. Lo spettacolo si è aperto sulle note registrate di War Pigs dei Black Sabbath, concittadini e da sempre fonte d’ispirazione per il gruppo, per poi esplodere subito nell’energia pura di You’ve Got Another Thing Comin’. La scaletta riservata al pubblico friulano ha regalato grandi sorprese rispetto ai tour precedenti, rispolverando perle del passato e pezzi storici come The Ripper e Delivering the Goods. Il climax della serata è arrivato puntuale per i bis, quando Halford è salito sul palco in sella alla sua inseparabile Harley-Davidson, scatenando il delirio generale prima di chiudere la performance sulle note travolgenti di Living After Midnight. Oltre al frontman, la line-up attuale ha visto protagonista l’altro pilastro e fondatore Ian Hill al basso, il granitico Scott Travis alla batteria e la coppia di chitarre formata da Richie Faulkner e Andy Sneap; quest’ultimo, noto produttore della band, sostituisce dal vivo lo storico Glenn Tipton, purtroppo impossibilitato ad affrontare i ritmi dei lunghi tour a causa del morbo di Parkinson. Un ringraziamento a Riccardo Modena per le foto e ad Azalea per una serata memorabile che ha confermato Pordenone e i Judas Priest come icone assolute della musica rock internazionale.






