
Dal 1 al 10 agosto
Inaugurazione sabato 1 alle 17.30
Un artista ritorna nella sua terra a, sessant’anni dalla prima mostra proposta a Udine.
Si tratta di una rassegna che offre una tensione segnica di grande impatto e un segreto mondo di pensieri che la carta raccoglie e e racconta.
Qui in questo disegno così diligente, così tecnico e altrettanto implosivo di fermenti e di richiami storico artistici, leggo un’anima che si descrive e allo stesso tempo quasi si cela dietro ad un pudore antico e sempre nuovo nelle anime sensibili.
Il pudore nascosto dietro all’immagine quando essa rappresenta la vita, sia un volto, sia un nudo, il trepido accennare ad un mistero esistenziale, quello dell’accadimento improvviso, quello dello smarrimento, poi dell’accettazione del fatto, quindi della maturazione del dolore.
Ecco dunque giungere le memorie di una montagna amica mai lontana, nonostante la lontananza geografica, ecco allora il senso del profumo del lavoro e della fatica di un popolo antico che si rinnova nei gesti della quotidianità operosa.
Il destino di chi lavora in montagna di chi non potrà più farlo, perché la condizione umana lo ha diviso da quella possibilità.
Rimane il disegno, strumento di narrazione e sedimentazione, riflessione e maturazione, nella consapevolezza che il talento di sé, disegnatore, è comunque espressione, non urgenza consolatoria, non pianto sterile, ma nuovo fermento e idealità.
Guardando questi disegni mi sento di dire che questa maturità grafica ci consegna un Della Pietra che sarebbe stato comunque un disegnatore, un artista, un creativo, di provenienza artigiana, operaia, sartoriale, con le cuciture che congiungono animali e umani, uomini e donne, vegetazione e anime, creazioni divine e psicologie tracciate su volti.
Per un racconto umano siglato con una matita veloce che è nutrita dal realismo e dall’espressionismo con la loro storicità novecentesca a fare da filo conduttore. Diario si, ma modulato dalla certezza che la storia della creatività ha lasciato un segno oltre l’emozione e l’istinto.
Un diario dell’anima che è percorso, cammino, progettualità in ogni senso
Vito Sutto


