
La serata conclusiva di Mittelfest ha accompagnato il pubblico tra l’istanza degli esploratori e quella dei geografi, facendo comprendere la completezza degli uni negli altri, aiutando a capire lo spirito della conoscenza e allo stesso tempo l’esistenza di un confine che va esplorato fino al superamento di esso, senza il limite della paura. E tutto questo nella consapevolezza che l’avanzamento nella conoscenza di sé e del mondo è un’urgenza davanti alla quale tutti noi, un po’ esploratori e un po’ geografi dobbiamo confrontarci.
Lo spettacolo con Alex Bellini narratore ed esploratore filosofo, è stato poi particolarmente vivo per l’accompagnamento musicale di Luca Lagash.
Ancora una volta questo Festival è stato un successo che deve ascriversi soprattutto al direttore artistico Giacomo Pedini, anima di un progetto di respiro pluriannuale nel quale è emersa una apertura internazionale intelligente e attenta che ha premiato giovani e maturi artisti,sollecitando il sempre numeroso pubblico.
La conferenza stampa finale di Mittelfest ha raccontato l’evento, ha premiato il Direttore Pedini, attraverso le sottolineature del Presidente Toni Capuozzo.
I 32 progetti hanno coinvolto 16 paesi, con 20 prime assolute o nazionali.
Agata Tomsic, raccoglie l’eredità e sarà la nuova Direttrice artistica per il triennio 27,29.
A Lei gli auguri anche della nostra La Direzione Artistica di Art Park ha individuato la propria Segnalazione speciale per l’opera – Son mother and father sit at the table in silence-
Questa la recensione :
Questa volta non è solo paura ma molto peggio.
Attacco nucleare :potete salvare solo uno dei vostri tre figli.
Dovete scegliere annotandolo su di un modulo che vi viene mandato per tempo, nell’eventualità l’attacco nucleare accadesse.
Lo spettacolo Son, mother and father, sit at the table in silence, propone la vicenda di un figlio che torna a casa con un interrogativo per i genitori:con quale criterio avete scelto lui, sacrificando me e mia sorella. La famiglia è umile, la situazione economica non prospera, ma dignitosamente si è saputa costruire.
Un figlio è divenuto un importante e ricco uomo d’affari, la figlia un medico, il terzo figlio è molto problematico e vive molte criticità, l’anello debole della catena.
È proprio lui che i genitori hanno deciso di salvare, rispondendo a quel maledetto modulo sul quale sono stati costretti a scrivere che nella malaugurata ipotesi di in attacco nucleare….
Tra i tre si instaura un dialogo impossibile.
Anche la figlia entra in campo.
Ma la catastrofe nucleare avanza.
Ivor Martinic e Aleksandar Svabic portano al Ristori questo dramma in lingua croata con i sottotitoli in italiano, proponendo alla sala indirettamente il doloroso quesito.
Impietosa la donanda, ma lo Stato esige una risposta.
Lo spettatore esce dal teatro con quella domanda ossessiva.
Devi scegliere.
Vito Sutto


