
Al Ristori di Cividale è andato in scena- Chi perdona – Prima nazionale di Jeton Neziraj e Blerta Neziraj.
Lo spettacolo puntualizza il senso del perdono, non interpretato come virtù cristiana, quanto piuttosto come mezzo di guarigione sociale.
Perdono come atto di libertà e di svuotamento da pesi che possono rendere pesantissimo il vivere.
Due sono gli anni nel corso del 900 che segnano la storia del male e della violenza disperata :il 90 nel Kosovo e il 95 in Sud Africa.
In Kosovo viene organizzato un movimento per la riconciliazione dalle faide familiari.
In Sudafrica invece viene istituita la Commissione per la Verità e la riconciliazione, che vuole guarire le vittime dell’aparteid.
I carnefici si confessano in struggenti incontri con i parenti delle vittime su un palcoscenico che metaforicamente richiama quanto queste riconciliazioni possano essere state finzioni, portate su di una scena, solo per illudere gli stessi colpevoli o le stesse vittime, che il passo oltre non poteva bastare per una guarigione, mentre nei cuori rimaneva l’ostinatezza o la rabbia impotente di un destino non cambia bile.
Gli attori sul palco offrono la vera dimensione di quei drammi le cui circonferenze esistenziali sono tracciate per sempre, di quelle strade in cui le vie d’uscita sono chiuse.
La finzione teatrale mette a nudo un’altra realtà, quella di un perdono che non può esserci se non come processo illusorio per sfumare un dolore che rimane.
Spettacolo intenso e doloroso.
Vito Sutto


