
Una esperienza artistica da osservare é quella di Doris Taboga, friulana , una presenza qualificante ad Art Park 2026, la grande manifestazione triveneta della creatività.
Doris Taboga costruisce Uno scenario narrativo con una diligenza e una squisitezza di particolari, intagliando figure e paesaggi nel legno e dipingendolo. C’è un valore aggiunto in questa ricerca che incrocia le strade dell’arte con quelle dell’artigianato.
Doris Taboga e’stata una Docente e proprio nella sua vita professionale a scuola ha applicato questa sua manualità e lo slancio ideologico che la spinge verso il recupero di alcuni motivi tipici della società contadina friulana di anni addietro.
Così I suoi lavori sono piccole storie di vita e anche richiami alla, sua infanzia serena in una comunità paesana ricca di umanità.
Dunque la logica dei ricordi non si discosta dalla ragione che la guida con la tecnica o costruttriva.
La sua, ars costruendi allora si congiunge con la memoria individuale, che in definitiva è memoria storica
Questa componente che vorrei definire – narrativa nella scelta artistica di Doris Taboga, ci aiuta a rivisitare un mondo lontano, con una sua tenera e semplice poesia, quella delle piccole cose di richiamo pascoliano o gozzaniano. E allora possiamo scorgere un piccolo mondo antico nel quale la linea di demarcazione tra la poesia e l’ arte è sottile e le acque di quel fiume convergono in quell’altro fiume, ma entrambi sorridono in quelle reciproche affermazioni che parlano di una quotidianità che deve essere vissuta con impegno e seria motivazione ma con pacata vivace e matura consapevolezza.
Vito Sutto


