
GRADO – Provenienti da ogni parte del mondo in occasione del loro raduno internazionale, i Vigili del Fuoco hanno affiancato ai momenti di incontro e di festeggiamento un profondo spazio di riflessione. I partecipanti si sono infatti ritrovati nella Basilica di Sant’Eufemia per la Santa Messa a loro dedicata. La solenne celebrazione è stata officiata in quattro lingue – tedesco, inglese, italiano e latino – a testimonianza dello spirito internazionale e comunitario dell’evento.Il Parroco monsignor Paolo Nutarelli ha celebrato la funzione religiosa con l’accompagnamento del coro Santa Cecilia alla presenza delle istituzioni tra cuoi il sindaco Giuseppe Corbatto. Durante l’omelia don Paolo ha sottolineato come l’Ascensione non rappresenti l’assenza di Dio dalla storia, bensì l’inizio di una presenza nuova. Il distacco di Gesù dagli apostoli coincide infatti con la nascita della Chiesa e con il mandato di continuare l’opera evangelica nel mondo attraverso i gesti, le parole e le mani degli uomini, nonostante i limiti e le fragilità umane. Una riflessione che si è legata strettamente all’attualità locale, data la concomitanza con il Raduno Internazionale dei Vigili del Fuoco Volontari ospitato in questi giorni nell’isola del sole. Il parallelo tra il messaggio del Vangelo e l’operato dei pompieri è emerso con forza: l’essenza della missione dei volontari risiede nella scelta di affrontare il pericolo e il fuoco per soccorrere il prossimo, laddove altri cercano la fuga. Un servizio concreto e silenzioso, svolto senza la ricerca di applausi, che contrasta fortemente con l’individualismo della società contemporanea. Mettere al centro i caschi e le divise – simboli che vanno oltre i semplici strumenti di lavoro per diventare segni di una vera vocazione – ha voluto richiamare il valore della comunità, la quale vive e si sostiene grazie a chi è disposto a sacrificare il proprio tempo, il sonno e gli affetti familiari per rispondere alle emergenze. Dal ambone è stato quindi elevato un corale ringraziamento ai Vigili del Fuoco, custodi di una presenza rassicurante nei momenti di paura. L’omelia si è conclusa con l’auspicio che il Vangelo possa farsi carne e realtà toccabile ogni volta che un volontario, o chiunque altro, si adopera per proteggere, soccorrere e rialzare chi si trova nel bisogno.Al termine della celebrazione, sul sagrato della Basilica si è svolto il suggestivo rito della benedizione degli elmetti, simbolo universale dei Vigili del Fuoco. I caschi presenti, pur differenti per foggia, squadra e nazionalità di provenienza, hanno rappresentato l’unione ideale di chi li indossa: professionisti e volontari accomunati dalla missione di proteggere, soccorrere e salvare il prossimo, talvolta anche a discapito della propria stessa vita.
Livio Nonis


