
Udine. Sotto un cielo che ha il colore del fegato di un vecchio mediano, i bianconeri di Runjaic – che chiameremo per comodità l’Udinesato – si sono esibiti in una di quelle recite che riconciliano l’uomo con il gioco delle bocce. Mancava l’Abatone Zaniolo, si dice colto da subitanea lombalgia. Sarà. I cinici e i maligni, che a pensar male fanno peccato ma quasi sempre ci azzeccano, sussurrano di malanni più legati all’umore che alla colonna vertebrale. Senza il numero dieci, senza Ekkelenkamp e con Davis ridotto a vagare per il campo come un’anima del Purgatorio in cerca di un’indulgenza, l’Udinesato ha offerto alla Cremonese l’accoglienza che si riserva ai parenti poveri a Natale: tutto gratis, prego, accomodatevi. I grigiorossi di Cremona, costretti a vincere per non sprofondare nell’Erebo della cadetteria, hanno approcciato la tenzone con il piglio di chi gioca un’amichevole agostana sotto l’effetto della canicola, e i friulani, da perfetti gentiluomini di campagna, hanno sbagliato l’impossibile in fase di impostazione, finché non sono riusciti nell’impresa di far segnare gli ospiti. Un gol che ha il sapore del “già visto”, una recita a soggetto dove il copione era scritto sui volti rassegnati dei rari esteti rimasti in tribuna, per una squadra che ha prodotto la miseria di due tiri in porta in novanta minuti più recupero, compreso quello scoccato dal fante Solet a tempo ormai scaduto e ben parato dall’estremo difensore cremonese. Troppo poco, perdinci, contro la terzultima della classe. Le uniche scosse di adrenalina a un pubblico già proiettato verso il taglio del formaggio e il vino friulano sono arrivate dal marchingegno infernale chiamato VAR: prima un rigore concesso e poi tolto per l’offside di un’unghia, poi un’espulsione revocata, perché ormai le cose migliori della partita sono quelle che l’arbitro decide di non far accadere. Scusate il ritardo, ma ho passato il primo tempo a cercare di capire se in campo ci fosse l’Udinese o una selezione di scapoli e ammogliati del dopolavoro ferroviario. Se persino il signor Runjaic, uomo solitamente incline alla compostezza teutonica, definisce la prestazione “orribile”, c’è poco da aggiungere; siamo oltre la critica tattica, siamo nel campo del codice penale calcistico. Il biondo Karlstrom è venuto ai microfoni con la faccia di chi ha perso le chiavi di casa e non si spiega cosa sia mancato, ed il mr ribatte ” se non lo sa lui che va ai Mondiali lo dico io” la risposta è semplice: è mancata la voglia di correre, che nel calcio è ancora un dettaglio discretamente importante. Il Mister ha poi chiosato dicendo che tutti devono assumersi la responsabilità perché i tifosi meritano di più, una frase così originale che se la brevettano rischiano di non pagare le tasse per i prossimi vent’anni. Speriamo solo che questa non sia l’anteprima dell’Udinese del prossimo anno, perché se il buongiorno si vede dal mattino, conviene rimettere la sveglia e tornare a dormire almeno fino a ottobre.


