
Immaginate il fragore di un accordo di chitarra, il sudore che imperla la fronte di un frontman sotto le luci stroboscopiche e quel silenzio carico di attesa che precede l’inizio di un set: tutto questo smette di essere un ricordo effimero per farsi sostanza visiva in RISONANZE, la straordinaria mostra collettiva che celebra l’arte della fotografia di spettacolo. Il percorso espositivo raccoglie le opere di alcuni maestri dell’obiettivo che, con sensibilità e tempismo differenti, hanno saputo catturare l’essenza della musica a ogni livello, dai palchi intimi dei club sotterranei alle imponenti arene internazionali. Cuore pulsante e profondamente commovente dell’intera rassegna è l’omaggio dedicato ad Alex Ruffini, il fotografo scomparso prematuramente a causa di un tumore, la cui eredità artistica continua a vibrare tra gli scatti esposti, testimoniando un amore viscerale per il rock e per la vita che neppure la malattia ha saputo scalfire. Ma “RISONANZE” non è solo una galleria da osservare in silenzio, bensì un vero e proprio festival culturale che si dipana lungo tre settimane di pura energia creativa. L’allestimento si trasforma in un ecosistema vivo dove le pareti tappezzate di scatti dialogano con concerti dal vivo, presentazioni di libri a tema musicale e mercatini ricercati di poster d’autore e vinili rari. In un’audace commistione di generi, la mostra osa spingersi oltre i confini del visivo, ospitando persino una serata dedicata ai giochi da tavolo nati dalla collaborazione con celebri metal band, dimostrando come l’estetica della musica possa contaminare ogni aspetto del gioco e della socialità. È un invito a immergersi in un’esperienza multisensoriale dove il clic di un otturatore diventa il battito di un metronomo, trasformando la nostalgia del passato e il dinamismo del presente in un’unica, potente vibrazione collettiva che attende solo di essere ascoltata con gli occhi.



