
Number One, film sud coreano (Kim Tae – Yong) ci introduce a piatti succulenti della cucina coreana.
Il gusto della vita sta anche in ciò che portiamo al nostro palato.
D’accordo il bello dell’esistenza è ciò che si vede, le parole che posiamo ascoltare, l’amore di chi ci accompagna.
Il cielo di Seul è una grande ricchezza, vale la pena di guardarlo intensamente
L’amore di una madre e di una compagna poi sono ausilio esistenziale insopprimibile.
Ma la cucina, il piatto solido, il liquido delle tante minestre coreane, amplificano bisogni e aspettative.
Così il giovane Ha-Min che ha perso padre e fratello, non deve avere paura di morire o di veder morire la madre.
Deve superare il suo incubo, quello di osservare i giorni che passano come un drammatico conto alla rovescia in attesa di una morte.
La sua aspettativa diventa crisi familiare e affettiva, malattia.
Che fare se non sconfiggere questa lucida realtà con una vita esuberante.
È allora giunto il tempo della cucina e degli esperimenti culinari più audaci
Si mangi e ci si nutra di sapori e di colori, un balsamo che renderà inarrestabile la nostra rincorsa per vivere di più e meglio.
Il caldo affetto dell’umanità che ci circonda si esprime anche nel piatto che chi ci ama ci fa assaporare.
Gaudeamus igitur, coreani dum sumus
Alla latina, non male anche dall’altra parte del mondo.
Vito Sutto


