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GABER. MI FA MALE IL MONDO

redazione 2 Aprile 2026
Gaber_Neri Marcorè_ph. Tommaso Le Pera

Gaber. Mi fa male il mondo è un viaggio nell’universo creativo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, due figure centrali del teatro e della canzone italiana. Lo spettacolo, scritto e diretto da Giorgio Gallione, vede protagonista Neri Marcorè insieme a quattro pianisti: Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri. Gaber. Mi fa male il mondo chiuderà la programmazione 2025/2026 di due stagioni del Circuito ERT: martedì 7 aprile al Teatro Sociale di Gemona e mercoledì 8 aprile al Teatro Odeon di Latisana. Entrambe le serate inizieranno alle 20.45. Per anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno osservato la società con uno sguardo lucido, spesso spietato, ma sempre attraversato da una forte partecipazione emotiva. Grande affabulatore e artista totale, Gaber ha accompagnato il pubblico tra privato e politico, lungo un percorso irregolare, segnato dal tentativo di resistere al conformismo e all’autoassoluzione diffusa.Lo spettacolo torna alle origini del loro lavoro di ricerca, entrando idealmente nello spazio – lo studio, il laboratorio – in cui i due autori hanno costruito il loro pensiero lungo oltre quarant’anni di lavoro. Gaber stesso riconosceva con molta onestà il proprio debito verso altri intellettuali e artisti: Pasolini, Céline, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett e Botho Strauss. Da queste influenze nasce un terreno fertile che si è trasformato in canzoni e monologhi ancora oggi capaci di parlare al presente. Nel tempo Gaber e Luporini hanno costruito anche un linguaggio riconoscibile, fatto di parole che ritornano e cambiano significato: libertà, partecipazione, senso critico. Gaber ne è stato l’interprete in scena, mentre Luporini ne ha definito la struttura con precisione. Lo spettacolo riprende questi materiali e li rielabora in una scrittura musicale affidata a quattro pianoforti che creano un suono essenziale e non legato a un tempo preciso.Per Neri Marcorè si tratta di un ritorno nell’universo gaberiano, affrontato per la prima volta con Un certo signor G, sempre diretto da Gallione, e sviluppato negli anni attraverso altri progetti e concerti. Un percorso che trova qui una nuova tappa nel confronto con una lingua teatrale che resta viva e necessaria.

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