
Eravamo al Dall’Ara, davanti a noi lo splendido stadio suggestivo e illuminato, al fianco uno schermo per vedere al meglio le azioni e le riproposizioni.
Tra i protagonisti in campo un arbitro e due assistenti, in altra parte la sala var.
Questi protagonisti sono sei persone, dodici occhi, tutti perfettamente funzionanti e perfettamente in grado di usarli con l’ausilio dela tecmolgia.
Come hanno potuto sorvolare sul trattamento a Zaniolo e soprattutto su un fallo particolare, probabilmente non maturato nemmeno nello spirito di una ricercata malizia, ma comunque che doveva essere considerabile punibile e che probabilmente avrebbe cambiato l’esito della gara.?
Com’è possibile?
Detto questo l’Udinese ha giocato in maniera ordinata, come il Bologna e avrebbe meritato il pareggio, che non avrebbe rivoluzionato la classifica, ma che avrebbe dato spesso re alla graduatoria e anche una pacca sulla schiena ai bianconeri, per dire loro : coraggio! La corsa verso il decimo chilometro non è conclusa.
Invece ancora una volta zero tondo.
I 32 punti alla fine della giornata 26 sono un po’ deludenti.
Qualcuno mette in evidenza che l’Udinese è a più otto sulla zona rossa, e che, alla luce degli ultimi eventi non si può considerare ancora al sicuro.
Quindi questa undecima piazza è un po’ a metà strada tra la decima posizione e l’area rischio.
Crederci e andare avanti, non accontentarsi e non scivolare sul piano del carattere.
Questa umiltà è necessaria, unita alla consapevolezza di poter affrontare la volata finale con dignità.
A cominciare da lunedì prossimo nella notte friulana contro la Fiorentina.
Vito Sutto


