
Nel panorama artistico friulano si affaccia con crescente autorevolezza la ricerca
pittorica di OceAnn 17-11, artista udinese emergente che negli ultimi anni ha
saputo attirare l’attenzione di pubblico e operatori del settore anche oltre l’ambito
regionale. Un percorso già scandito da diverse esposizioni, che trova oggi una
significativa tappa nella mostra in corso presso l’Università della Terza Età di
Udine, visitabile fino al 27 febbraio 2026.
La pittura di OceAnn 17-11 si fonda su una centralità assoluta della materia. Il
gesto è ampio, deciso, quasi scultoreo: l’acrilico viene lavorato in spessori densi e
stratificati, dando origine a superfici vibranti, attraversate da cromatismi complessi e
mai puramente ornamentali. Le grandi dimensioni delle tele non rispondono a
un’esigenza spettacolare, ma amplificano l’esperienza percettiva, coinvolgendo lo
spettatore in una relazione fisica con l’opera. Le superfici pittoriche si configurano
come campi di luce e di energia, capaci di evocare suggestioni sinestetiche, prossime
a una dimensione sonora. Ne deriva una pittura che sfiora la tridimensionalità, tanto
sul piano formale quanto su quello emotivo.
Alla base di questa ricerca si colloca una poetica consapevole e articolata,
racchiusa già nel nome d’arte scelto dall’artista. OceAnn rimanda all’oceano inteso
non come limite, ma come spazio di attraversamento e di relazione. «I mari sono
ponti», afferma l’artista, richiamando un’immagine che connette geografie e culture –
Europa, America, Asia, Africa – e che diventa metafora delle interazioni umane, del
dialogo e del confronto. L’oceano è al tempo stesso luogo simbolico e dimensione
interiore: un bacino emotivo che, contenuto dai confini del corpo, trova nella pittura il
proprio naturale sbocco.
L’elemento acquatico assume così una pluralità di significati: è scorrere del tempo,
apnea e respiro, perdita e riemersione. Una dialettica costante tra tensione e
rigenerazione che si riflette nei gesti pittorici energici e nelle stratificazioni
materiche. A questa forza primigenia si affiancano i numeri 17 e 11, assunti come
segni simbolici di nuovi inizi, fiducia in sé, risveglio e illuminazione: coordinate intime
che orientano e danno coerenza al percorso creativo dell’artista.
La mostra all’Università della Terza Età di Udine offre dunque l’occasione a tutti gli
interessati di confrontarsi con una ricerca pittorica già matura, capace di coniugare
impatto visivo e profondità concettuale. OceAnn 1711 si impone come una presenza
significativa nel contesto dell’arte contemporanea locale, un nome da seguire con
attenzione, proiettato verso un orizzonte ampio e in continuo movimento, come
l’oceano che ne ispira la visione.
L’Aurora
Nel silenzio assoluto delle dune di Fuerteventura, l’esperienza si è fatta rivelazione. L’aurora nasce daun momento preciso: dopo una salita tra sabbia e vento, l’orizzonte si apre e l’oceano irrompe nello sguardo. Non è uno scontro tra opposti, ma una tensione che trova equilibrio. La terra arida e l’acquasconfinata non si annullano: si completano. In quell’istante prende forma una consapevolezza potente — gli estremi non sono incompatibili, sono energia in attesa di incontrarsi.Il dipinto traduce quella visione in materia e luce. La composizione evoca un passaggio, una soglia:dalla sete all’immensità, dal limite all’apertura. È un’opera che parla di trasformazione, di armoniagenerata dall’apparente contrasto.Come un’aurora che ridefinisce il cielo, quell’incontro ha segnato un nuovo inizio interiore. Questo quadro ne custodisce la forza: la memoria viva di quando ciò che sembrava inconciliabile ha trovatoun’unica, sorprendente forma.