
MONFALCONE – Il termine “passaporto” è relativamente recente: in origine indicava una licenza concessa alle navi (“passa-porto”), mentre l’adozione dei documenti di viaggio nella forma attuale è avvenuta solo in epoca moderna. Tuttavia, fin dall’antichità sono esistite carte di protezione, scorta ed esenzione, così come autorizzazioni scritte che consentivano di spostarsi liberamente all’interno di uno Stato o di attraversarne i confini. Il suddito poteva ottenere il permesso di lasciare il territorio, mentre allo straniero veniva concesso di entrarvi tramite un passaporto per l’estero. Nei contesti in cui lo straniero era considerato nemico, il documento assumeva il valore di un salvacondotto, come avveniva nell’Impero romano o nel mondo islamico medievale. Nel Medioevo, autorità sovra-statali come la Chiesa e l’Impero rilasciavano attestazioni che garantivano ingresso e libertà di movimento. Con lo sviluppo dei rapporti diplomatici tra Stati, soprattutto marittimi, l’uso del passaporto divenne sempre più frequente: la Repubblica di Venezia rilasciava anche lasciapassare sanitari per persone e animali. Dopo l’età napoleonica e il periodo del Lombardo-Veneto, il controllo passò al Regno d’Italia e, dal 1946, alla Repubblica Italiana.Sergio Poian, presidente della Società Monfalconese di Mutuo Soccorso, presenta la nuova mostra di Giorgio Coianiz di San Giorgio di Nogaro, già noto per le ricerche sulla “Storia della pagella” e sulla “Storia della cartolina”, che propone ora un nuovo percorso dedicato alla “Storia del Passaporto” con documenti originali che vanno dai lasciapassare sanitari veneziani ai passaporti napoleonici, austriaci e del Regno d’Italia, fino ai documenti delle due guerre mondiali e al passaporto della Repubblica Italiana. A completamento, alcune poesie del poeta sangiorgino Eraldo Ius.La mostra sarà inaugurata venerdì 23 gennaio alle ore 18.00 nella Sala “Conte Valentinis” della Società Monfalconese di Mutuo Soccorso, in via Barbarigo 26 a Monfalcone, e resterà aperta fino al 7 febbraio, con orario 9.00-13.00 e 16.00-20.00, dal lunedì al sabato. Ingresso libero.
Livio Nonis


