
Roberti Anglisani e Francesco Nicollini, rileggono La ribellione di Joseph Roth e noi rivediamo Giobbe che Anglisani aveva già interpretato in un incontro Teatro Contatto
Il regista dichiara la sua sensibilità nei confronti della storia drammatica della prima guerra mondiale, ferita aperte in molti di noi figli del 900.
La storia raccontata sul palcoscenico narra il dramma di un reduce mutilato, illuso del suo dono alla patria.
Si chiama Andreas Pum, approfondisce il dramma di tutti i reduci, da Caporetto al Vietnam all’Iraq, che non sanno rientrare nel mondo se non con la grande rabbia di chi ha imparato a odiare Patria e Dio.
Come in Giobbe anche in La ribellione, il mondo dimenticato della sofferenza viene recuperato a nuova dignità. Brandelli dell’umanità andata in frantumi grida la sua rabbia, la sua impotenza anche di dare una risposta a sé stesso.
L’arroganza si risolve contro la colpevole responsabilità di Dio, autore dell’infelicita’.
Ma alla fine pare emergere la riconciliazione tra l’uomo e Dio, perché in definitiva l’io ha bisogno di chiedere il perdono per i suoi peccati.
Incontro prezioso con il pubblico a fine spettacolo, condotto da Rita Maffei, con i due, scrittore-regista e attore.
Vito Sutto


