
GRADO – È un appuntamento con la storia quello fissato per il prossimo 6 dicembre, data in cui Grado riabbraccerà ufficialmente la sua memoria più preziosa. Negli spazi restaurati dell’ex canonica di piazza Biagio Marin verrà inaugurato il Museo civico del Tesoro, un’istituzione nata per custodire e valorizzare il patrimonio sacro della basilica di Santa Eufemia. L’intitolazione non è casuale: il museo porterà il nome di monsignor Sebastiano Tognon, l’amato “don Bastiàn”, arciprete dal 1913 al 1956. Fu proprio la sua lungimiranza a mettere in salvo il tesoro liturgico durante i bombardamenti della Prima guerra mondiale, permettendo che giungesse intatto fino a noi. L’operazione, resa possibile da un accordo tra il Comune e la Parrocchia con l’approvazione dell’arcivescovo di Gorizia Carlo Roberto Maria Redaelli, è stata presentata alla presenza del sindaco Giuseppe Corbatto, del parroco monsignor Paolo Nutarelli, del curatore scientifico Dario Gaddi e dell’architetto Ramon Pascolat.
“Non posso che sentirmi onorato e grato per la fortuna di poter inaugurare questo museo – ha dichiarato il primo cittadino Giuseppe Corbatto sottolineando il valore identitario dell’opera – che rappresenta la nostra memoria collettiva: un dono alle future generazioni, che avranno così la possibilità di conoscere, custodire e tramandare le nostre radici più profonde”. Il sindaco ha voluto rivolgere un pensiero alla comunità locale: “Un ringraziamento particolare va ai cittadini gradesi, che con pazienza e passione hanno atteso a lungo questo momento”.
Il nuovo percorso espositivo si propone come un viaggio nella devozione e nell’arte orafa. Tra i pezzi di inestimabile valore spiccano una stauroteca in argento e oro contenente uno dei più grandi frammenti della Croce di Cristo, la coperta di un evangelario in lamina d’oro, capselle argentee, e i celebri reliquiari a forma di braccio di San Pietro. “Si tratta di una pagina nuova della nostra storia, finalmente consegnata alla comunità – ha spiegato l’arciprete parroco monsignor Paolo Nutarelli – il Tesoro della Basilica rappresenta la memoria più profonda di Grado, un insieme di oggetti che non parlano soltanto del passato, ma che continuano a raccontare chi siamo oggi”. Un aspetto cruciale del progetto è la gestione, affidata alla Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia. Una scelta che, secondo monsignor Nutarelli, “diventa un ponte rinnovato tra Grado e Aquileia, un segno concreto di quelle sinergie preziose che uniscono due realtà sorelle”.
La data dell’apertura assume un significato ulteriore alla luce della ricorrenza citata dal parroco: “Il 7 dicembre ricorrerà l’anniversario della morte di monsignor Tognon. Senza la sua custodia appassionata, forse oggi non avremmo il privilegio di trovarci qui a celebrarne la rinascita”.
Il Museo Civico del Tesoro, che si sviluppa su due piani, aprirà al pubblico con orario 10.30-12.30 e 14.30-17.30. Sarà visitabile il 6, 7, 8, 13 e 14 dicembre, poi continuativamente dal 20 al 30 dicembre e dall’1 al 6 gennaio.
Livio Nonis


