LA METAMORFOSI DI RICCARDO, DA CERCATORE A CREATORE DI FELICITÀ

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Non sono mai stata una fan della saga di “Star Wars – Guerre Stellari”, non ho nemmeno ben presente la trama, tuttavia la frase “Che la forza sia con te”, pronunciata frequentemente dai protagonisti della serie, mi è comunque familiare; pur non avendone parlato direttamente con lui, credo che questa frase sia familiare anche a Riccardo Aldighieri, il ventiquattrenne vicentino che sto per presentarvi.

Riccardo nasce nel febbraio 1998 ed è un bambino apparentemente sano, forse solo un po’ pigro, che fa le cose con i suoi tempi; a tre anni non cammina ancora, secondo i medici è tutto nella norma, eppure i suoi genitori sentono che qualcosa non va, così decidono di approfondire e insistono finché non arriva una diagnosi: la sua non è pigrizia, bensì una paralisi cerebrale infantile, dovuta probabilmente a una temporanea mancanza di ossigeno al feto durante la gravidanza.

Dal giorno della diagnosi a oggi, Riccardo non si è mai arreso; con il sostegno dei suoi genitori (che sono da sempre i suoi più grandi fan) e di numerosi amici, ha accolto ogni sfida come un’opportunità per trasformare le proprie debolezze in punti di forza. Fantasia e creatività gli hanno permesso di frequentare con profitto un corso di studi superiori incentrato sulla moda, occupandosi soprattutto del disegno e della progettazione dei capi. Quando poi arrivava il momento di realizzare il prodotto finito, i problemi di manualità del ragazzo (che sono derivati dalla sua patologia e interessano maggiormente la mano destra) lo frenavano; in queste occasioni però non era solo, fortunatamente poteva contare sull’aiuto di una cara amica di famiglia che faceva la sarta ed era sempre disposta a dargli una mano quando i compiti per casa erano “pratici”.

Insieme i due lavoravano bene, erano una squadra che funzionava, quindi perché non provare a entrare sul mercato e farsi conoscere? Le prime creazioni commercializzate che portano la firma di Riccardo Aldighieri risalgono all’autunno del 2017 e sono realizzate su commissione, si tratta di abiti personalizzati e pensati appositamente per persone (perlopiù di sesso femminile) che ogni giorno devono affrontare delle sfide legate a una disabilità, a una malattia, o comunque a una condizione di svantaggio.

Condividendo sui social network le foto dei suoi pezzi unici, il giovane stilista vicentino diventa sempre più famoso, ben oltre i confini regionali, finché nel 2019 arriva il successo vero e proprio; i suoi vestiti, molto originali e colorati, calcano passerelle importanti e vengono indossati anche da personaggi famosi, quali ad esempio l’attore e modello italo – serbo Alessandro Egger, la modella australiana Madeline Stuart (se sapete l’inglese e volete conoscere meglio questa ragazza affetta da Sindrome di Down, date un’occhiata al suo sito web ufficiale) e la rapper vicentina, benché di origini serbo – croate, L0000lita.

Sui social Riccardo non condivide soltanto le soddisfazioni che gli giungono dal mondo della moda, ma anche le piccole grandi conquiste che ogni giorno accorciano le distanze tra lui e il suo obbiettivo principale, quello di riuscire prima o poi a camminare senza bisogno di ausili e poter finalmente urlare: “Ce l’ho fatta!”; in questo modo spera di essere d’aiuto a molti ragazzi che si trovano a dover combattere battaglie più grandi di loro e a dover superare ostacoli che sembrano insormontabili, ma che diventano sicuramente più gestibili se affrontati con positività, leggerezza e autoironia. Per portare il suo messaggio a un pubblico più ampio (e non necessariamente “social”), ad aprile dello stesso anno viene pubblicato il romanzo motivazionale “Genere: felicità”, edito da Feltrinelli; si tratta di un’opera autobiografica nella quale Riccardo Aldighieri racconta in chiave romanzesca la propria esperienza di vita, la sua metamorfosi da bambino che odiava la sua malattia a ragazzo che proprio grazie alla malattia è diventato più forte e ha imparato ad amare la vita così com’è, riuscendo addirittura a sconfiggere con classe ed eleganza i bulli che per anni si erano presi gioco di lui facendolo sentire inferiore e quasi costringendolo a vergognarsi della sua condizione.

Mentre la fama e il successo del giovane stilista veneto continuano a crescere, il suo “braccio destro”, ovvero la sarta che produce materialmente gli abiti ideati da lui, inizia a mostrare i primi segni di cedimento e gli confessa di sentirsi affaticata, di non sapere per quanto tempo ancora potrà continuare ad affiancarlo; sebbene la notizia lo rattristi non poco, Riccardo capisce il problema e si dà subito da fare per trovare soluzioni alternative, che però non si rivelano altrettanto soddisfacenti.

Siamo nel marzo 2020 ed egli non sa che pesci pigliare, è in un momento d’impasse, ma non deve preoccuparsi perché, come sempre accade in questi frangenti, sarà la vita a decidere per lui; infatti di lì a poco scoppia la pandemia, che gli impone di chiudere completamente l’attività, ma fortunatamente non lo lascia disoccupato. Appena qualche giorno dopo la chiusura, giunge provvidenziale la telefonata di un’agenzia di marketing, che è rimasta molto colpita dai suoi video postati sui social e gli propone di diventare ufficialmente un content creator, ovvero di occuparsi a tempo pieno della creazione di contenuti digitali.

Riccardo accetta di buon grado, dopotutto i social network sono da sempre un’altra sua grande passione e li sa già utilizzare bene, non deve reinventarsi più di tanto; si tratta solo di esplorare maggiormente le loro potenzialità e capire come usarli al meglio per veicolare e diffondere messaggi positivi, capaci di ispirare quante più persone possibile, ma anche di spiazzare gli onnipresenti “hater” o “leoni da tastiera”, che dir si voglia.

Così il giovane inizia a pubblicare video motivazionali che documentano la sua quotidianità, le sue sfide e le sue conquiste, ma più in generale la sua filosofia di vita, attraverso un linguaggio prevalentemente non verbale, quindi comprensibile anche ai follower stranieri. Da allora a oggi, il supporto e l’incoraggiamento che ha ricevuto dalla rete è stato in costante crescita e attualmente il suo profilo social con il maggior numero di seguaci (ormai oltre quattro milioni!) è senza dubbio quello su Tik Tok, sebbene anche il suo account Instagram e il suo canale YouTube stiano riscuotendo un buon successo; per quanto riguarda invece la sua pagina Facebook, bisogna dire che al momento è piuttosto ferma, con contenuti un po’ datati, ma non per questo meno interessanti.

Insomma, se volete conoscere meglio Riccardo Aldighieri (almeno virtualmente) le possibilità non mancano; intanto iniziate a cercarlo e a seguirlo, poi insieme a lui capirete sicuramente che nella vita esistono più soluzioni che problemi! Certo, a volte è complicato “trovare la quadra” e la situazione sembra sfuggirci di mano, desideriamo ardentemente un attimo di felicità, lo cerchiamo con tutti noi stessi, eppure non riusciamo a raggiungerlo… Ecco, è proprio in questi momenti che non dobbiamo lasciarci abbattere, dobbiamo invece smettere di cercare invano, raccogliere tutte le nostre forze e cominciare a creare, un passo dopo l’altro, la nostra felicità, esattamente come ha fatto e continua a fare Riccardo.

Il mio augurio per questo Natale, per l’anno nuovo e per tutta la vita che verrà è dunque che ognuno di noi possa e voglia subire la stessa metamorfosi occorsa al protagonista di quest’articolo, che dopo essere stato per anni un semplice cercatore, ha deciso che questo non gli bastava, ha provato a rischiare mettendosi in gioco e oggi è diventato un talentuoso creatore di felicità, per sé stesso e per gli altri.

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