UDINESE: CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO

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Chi è causa del suo mal pianga se stesso. La partita di ieri è l’ennesima conferma di una squadra psicologicamente debole, inconcludente sotto porta, disattenta, ed oramai abituata ad autoflagellarsi. Se da un lato è statisticamente dimostrabile che i bianconeri si divorano numerose limpide occasioni ogni partita- e in questo caso non si può di certo incolpare il tecnico,- è altrettanto vero che quest’ultimo non fa nulla per provare a vincere le partite. La sfida di ieri ne è la riprova: Ranieri e la sua Sampdoria vanno in svantaggio ad inizio ripresa, per mano della rete siglata dal solito immenso De Paul, il tecnico blucerchiato dunque decide di sfruttare appieno la regola delle cinque sostituzioni, stravolgendo l’assetto iniziale con un triplo cambio e lanciando di fatto un deciso segnale alla squadra. La Samp pareggia grazie ad un rigore impeccabilmente realizzato dall’ex Candreva, atterrato nettamente in area, anche se in maniera involontaria, da Rolando Mandragora. “King Claudio”, dopo il pareggio, cambia ancora: fuori Verre e Quagliarella, dentro Keita ed il nuovo arrivato Torregrossa (ex militante nel nostro vivaio). È proprio lui a siglare la rete del meritato 2-1 finale, regalando alla sua squadra uno strappo decisivo verso la salvezza e condannando di fatto l’Udinese ad un campionato di sofferenza. In tutto questo, il tecnico friulano effettua una sola sostituzione, ruolo per ruolo, inserendo Arslan per un opaco Mandragora al minuto 76′. Gli altri tre cambi arrivano solo ad una manciata di minuti dal termine, a risultato oramai compromesso e perlopiù ruolo su ruolo, mettendo alla luce tre importanti criticità:
  1. Non si cerca di lanciare un segnale alla squadra in nessun modo, anzi la sensazione è proprio di piattume totale.
  2. Una scarsa gestione delle risorse energetiche, considerato che i cambi vengono effettuati raramente ed oltretutto sempre a ridosso del 90’, aspetto preoccupante viste le fondamentali gare ravvicinate che ci attendono.
  3. L’eccessiva prudenza di Luca Gotti, interessato più a non prenderle che a cercare di ottenere l’intera posta in palio a disposizione, si sta rivelando del tutto controproducente. Tant’è che egli stesso nell’immediato dopopartita dichiara: “ Quando la Samp ha pareggiato, ho guardato la panchina e non avevo a disposizione risorse che ci avrebbero aiutato a difenderci meglio”. Un preoccupante indicatore della sua mentalità al 100% conservativa. Complimenti dunque a Claudio Ranieri, evergreen del nostro calcio, che ha vinto con l’arma delle sostituzioni una vera e propria partita a scacchi, dimostrando una sagacia tattica ed un’astuzia che solo una “vecchia volpe” come lui poteva avere, umiliando di fatto il confuso e poco reattivo tecnico avversario. Se giochi per pareggiare è matematico che perdi, se invece rischi qualcosa è probabile che talvolta le cose vadano per il verso giusto. Il calcio è ben altro che una guerra di posizione. Udinese, così proprio non va; è tempo di cambiare. L’ Udinese, proprio in queste ore, sta valutando attentamente il futuro del tecnico friulano, la cui panchina si fa sempre più traballante. Stramaccioni e Semplici i più papabili sostituti; si attendono ulteriori sviluppi.

         Samuele Marcon

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