L’UDINESE, GLI ESPORTS E IL GOLDENBOY

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Il mio amore per la competizione e l’assoluta ammirazione che provo nei confronti di chi decide di dedicarsi completamente alla propria passione, tramutandola in qualcosa di importante per la propria vita mi ha spinto a contattare un atleta del tutto particolare. In questa intervista conosceremo Girolamo Giordano, professionista dei videogames, ingaggiato dall’Udinese per difendere i colori bianconeri sui campi digitali. Un mondo sicuramente nuovo e inaspettato ma lo avevamo detto, l’intento è quello di uscire dagli schemi. Quello di capire che lo sport non si può racchiudere nel mero sforzo fisico ma è un concetto astratto, che spesso certamente utilizza il corpo come veicolo ma coinvolge principalmente la mente e il cuore.

Ma andiamo con ordine. Chi è Girolamo?

Mi chiamo Girolamo Giordano (nickname GoldenBoy92), vengo da Sarno, in provincia di Salerno. Da poco più di 4 anni lavoro all’ospedale di Nocera Inferiore (SA) occupandomi della logistica. Ho sempre svolto il mio lavoro con contratto part-time così da avere il tempo necessario da dedicare alla mia passione principale, gli esports e cosi facendo sono sempre riuscito a conciliare le due cose. Da inizio marzo però, praticamente da quando ho firmato il mio contratto da professionista di Fifa con l’Udinese Calcio, ho cominciato a trascorrere tantissimo tempo in ospedale. Ho dato la mia totale disponibilità a fronteggiare l’emergenza Coronavirus anche per 10 o 12 ore al giorno perché ritengo sia di fondamentale importanza dare il proprio aiuto in una fase come questa. Il resto della giornata lo passo ad allenarmi a Fifa e a sfidare gli altri pro negli showmatch organizzati dalla eSerie A. Sperando torni al più presto la normalità!

Ti sono sempre piaciuti i videogiochi? Quali in particolare?

È scontato dire che i miei preferiti sono i giochi di calcio, da sempre! Ho cominciato con PES a 6 anni, fino al 2007, anno in cui ho cominciato a giocare a Fifa e non ho più smesso.

Quando hai capito che questi sarebbero potuti diventare qualcosa di più di un passatempo?

Ho capito che gli esports sarebbero potuti diventare qualcosa di importante quando ai miei primi eventi dal vivo in giro per l’Italia (durante le fiere o anche negli stadi) vedevo centinaia di persone che venivano appositamente per vederci giocare. Non a caso sulle piattaforme streaming dedicate agli esports ci sono numeri spesso da capogiro. Come già detto, al momento lavoro anche in ospedale ma spero ben presto di potermi dedicare esclusivamente agli esports e infatti oltre ad essere un pro player ho già cominciato a “studiare” anche da coach.

Esattamente cosa sono gli esport e chi è un pro gamer?

Gli esports sono tutto ciò che concerne i videogiochi a livello competitivo e a tal proposito un pro gamer è colui che ha tutte le basi fondamentali per poter competere nel proprio gioco di riferimento. Le basi sono l’assetto mentale, la cosiddetta “skill”, e tanto tempo da poter dedicare, oltre alla voglia di voler emergere ad ogni costo! Sono del parere che l’approccio mentale faccia davvero la differenza.

Come è iniziata la tua carriera? All’Udinese come ci sei arrivato?

La mia carriera su Fifa, su PlayStation, è cominciata online nel 2012, ed è cominciata perdendo tante partite appunto nei tornei online. Non mi è mai piaciuto perdere e spesso chiedevo di rigiocare contro chi mi batteva fino ad arrivare a vincere. Tutta questa mia voglia di emergere mi ha portato a giocare il mio primo campionato italiano nel 2013, quando arrivai alla finalissima della EA Sports Football Challenge al San Siro! Poi è stato un continuo crescendo, ho vinto tantissimi eventi live in Italia, ho girato tutti gli stadi più importanti grazie a Fifa, fino ad arrivare dapprima al Cagliari nel 2018, per poi realizzare un passo importantissimo firmando per l’Udinese, società che già stimavo da esterno e che stimo ancora di più lavorandoci a stretto contatto.

Indossare la divisa e gli emblemi di un club storico come Udinese da emozioni anche giocando su un campo virtuale? Ne senti la responsabilità?

Assolutamente, l’Udinese ha un grosso bacino di utenza, tante persone che seguono le live sul nostro canale Twitch e quindi sarebbe inutile negare che da tutto ciò ne derivi un forte senso di responsabilità, anche verso chi ci segue! Ho stretto tantissime amicizie durante tutti questi anni nel mondo esports, quindi questi ultimi mi sostengono in tutti i momenti sia negativi che positivi ma oltre a loro ho potuto constatare che anche i tifosi dell’Udinese, soprattutto quelli più giovani, mi seguono e mi supportano negli showmatch contro altri team.

Svolgi allenamenti specifici?

È importantissimo giocare ed allenarsi contro altri pro player per aumentare il proprio livello di gioco. E rivedersi le partite per capire i propri errori per poi correggerli nella partita successiva.

Come sta andando la vostra stagione anche in considerazione dei blocchi per il coronavirus?

Come già anticipato, stiamo svolgendo tantissimi showmatch contro le altre squadre di eSerie A e non, proprio per ingannare l’attesa che ci porterà a giocarci la eSerie A appunto. Tra partite singole e quadrangolari o triangolari stiamo facendo tantissime partite, tutte in live sul nostro canale Twitch e la strada incanalata sembra essere quella giusta.

Perché i tifosi dell’Udinese dovrebbero sostenervi? Vi sentite comunque parte della famiglia Udinese?

Assolutamente! L’Udinese esports cavalca le stesse filosofie dell’Udinese Calcio, basti vedere il modo in cui vengono gestiti i social, i canali streaming, il programma apposito su Udinese Tv ogni martedì sera alle 21.50 (Esports Arena). Quindi ribadisco, assolutamente! Mi sento pienamente parte della famiglia Udinese!

Quali sono gli obiettivi dell’udinese virtuale? E i tuoi personali? Le rivalità più sentite?

L’obiettivo principale di Udinese esports al momento è di fare una bella eSerie A, essere la sorpresa di questo campionato e giocarcela a viso aperto con tutti. Obiettivi che coincidono con i miei obiettivi personali a breve termine. A dire la verità, non ho rivalità più sentite o meno sentite, do il 100% in ogni partita e ho il massimo rispetto per tutti i miei colleghi pro player, da sempre. Tra di noi c’è sempre stata una rivalità sana.

Che cosa dici a chi pensa che un videogioco non possa essere uno sport serio?

Posso dirgli di provare ad allargare i suoi orizzonti e gli spiegherei tutte le difficoltà che ci sono dietro alla preparazione di un evento, tutto lo stress, tutto il tempo che ci dedichiamo e quanto sia difficile emergere, alla pari degli sport più importanti. Non è solo “giocare”, anzi. C’è un mondo ancora inesplorato per tante persone e l’obiettivo è quello di aiutare queste persone a capire il nostro sport.

 

https://www.udinese.it/esports

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