CALCIO ITALIANO: POSSIBILE RIVOLUZIONE

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Stando a quanto affermato pochi giorni fa da Sportitalia, la FIGC e la Lega calcio starebbero pensando ad una clamorosa rivoluzione logistico- strutturale dei campionati, in grado di poter offrire delle agevolazioni fiscali a tutte quelle società che ogni anno si trovano sull’orlo del baratro, poiché costrette a fronteggiare dei costi di gestione a dir poco esorbitanti.

La riforma, che interessa in prima persona le squadre militanti dalla serie B alla serie D, vedrebbe la serie cadetta passare da 20 a 40 pretendenti, con l’incremento delle migliori 20 società di serie C, sia per quanto riguarda i risultati ottenuti sul campo (allo stato attuale le principali interessate sarebbero Monza, Reggina e Vicenza), che per quanto attiene alle condizioni economiche e ad altri criteri ancora da definire (in tal caso a trarne vantaggio sarebbero tutte coloro che dispongono di adeguate strutture, conti e bacini d’utenza elevati, una su tutte il Bari). Così facendo si avrebbe un significativo aumento degli introiti derivanti dai diritti televisivi.
Il terzo campionato nazionale (rinominato “Terza Divisione”), sarebbe composto da tre gironi da 20 e cesserebbe di essere una lega professionistica, trasformandosi in semi-professionistico o addirittura in dilettantistico, in soccorso a tutte quelle realtà che, ormai da tempo,  fanno fatica ad iscriversi al campionato, che nella quasi totalità dei casi si ritroverebbero a dover pagare dei semplici rimborsi spese.
Il format in questione, vedrebbe dunque una riduzione delle società che godono dello status di professioniste da un centinaio ad una sessantina al massimo, mantenendo invariata la composizione della massima serie ad un girone da 20 squadre.

Si prospettano dunque settimane decisive per il calcio italiano, per ora sempre in bilico fra lo stop e la ripartenza ma con una nuova rosea prospettiva in più in vista del futuro: una riforma che ridurrebbe notevolmente l’instabilità del nostro sistema, poiché in grado di garantire delle basi solide da cui ripartire e di fornire un concreto sostegno economico alle cosiddette ‘meteore’ del nostro panorama calcistico.

Samuele Marcon

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